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martedì 25 febbraio 2014

2... 4... 8...

Quante serie riuscite a scrivere i cui primi termini iniziano per 2, 4, 8? Oltre quella banale, personalmente ne ho trovate almeno altre due, ma già immagino un modo per trovarne un altro paio incastrando le due che ho già trovato. In effetti si potrebbe dire che questo giochino non è troppo differente dal cercare un codice crittografico, ma decisamente più semplice. L'idea che dietro la serie ci possa essere più di una regola, se diamo solo i primi tre numeri, è stata espressa, ad esempio, ne La serie di Oxford, un bel romanzo su omicidi e matematica dove uno dei protagonisti è proprio il trio 2-4-8 di cui sopra, ed è stata ribadita nel simpatico video che segue (via digg), ispirato alla teoria del cigno nero di Nassim Taleb:

lunedì 24 febbraio 2014

Piccolo teorema sui cerchi e le corde

Due circonferenze si intersecano nei due estremi della corda $AB$. Scelto $C$ sull'arco $AB$ maggiore (sulla circonferenza di raggio inferiore) congiungere gli estremi della corda con $C$ e prolungare le rette per incontrare la seconda circonferenza nei punti $D$ ed $E$. Dimostrare che la lunghezza della corda $DE$ è indipendente dalla scelta del punto $C$.
Questa è la traduzione, in un linguaggio che spero si nasconda bene con quello di teoremi simili, di un problema geometrico proposto ieri da +Marco Cameriero su GPlus:
Facendo riferimento a un disegno che ho realizzato ieri al volo su carta, e che Marco ha avuto modo (e tempo) di sistemare con GeoGebra, eccovi la dimostrazione del teorema poco meno di 10 passi:

domenica 23 febbraio 2014

Batman #22: lacrime per un figlio

Breve recensione di Batman #22, che non verrà pubblicata su LSB a causa di un ritardo, da parte mia, nella sottomissione. Spero che questa variazione sul tema del blog non vi dispiaccia. Ad ogni modo vi segnalo la mia brevisione del primo numero de Le nuove avventure di Superman.
Lo scontro con Clayface, iniziato nel numero scorso, può certo essere considerato come una sorta di fill-in in due parti, il giusto modo per Scott Snyder di riposarsi dalle fatiche di Morte della famiglia (e in preparazione per Anno Zero), però anche su una storia di passaggio come questa dimostra di essere uno dei migliori sceneggiatori di fumetti statunitensi. Ad esempio, sempre in Morte della famiglia, inizia una delle storie di cui la saga è costituita con un primo piano dell'occhio del Joker e un mini-trattato sull'occhio, scritto stilisticamente proprio come un trattato scientifico divulgativo. Quando invece si arriva a Batman #20 (sul 22.mo numero dell'edizione italiana), Snyder riesce a condensare il suo Batman/Bruce Wayne nelle ultime quattro pagine de L'uomo che non c'è: certamente un abile stratega, in grado di prevedere quasi tutti gli imprevisti, ma decisamente molto più umano rispetto al Batman milleriano. Bruce, infatti, si dimostra allo stesso tempo fragile, facilmente attaccabile negli affetti affetti, ancora chiuso sul suo dolore. Toccanti, in questo senso, le ultime vignette di Greg Capullo, con Alfred, che tende una mano al figlioccio, e Bruce che piange, mentre condivide con Alfred le registrazioni di una delle ultime missioni di Damian. Lo stesso lettore, colto dalle emozioni, quasi dimentica che Damian è solo un personaggio dei fumetti.
May your love never end and if you need a friend,
there's a seat here along side me.
(da Roads untraveled dei Linkin Park)

sabato 22 febbraio 2014

Prepariamoci al Pi Day 2014

Per il terzo anno consecutivo sono orgoglioso di ospitare l'edizione del Carnevale della Matematica che coincide con il Pi Day, ovvero quella che verrà pubblicata il 14 marzo 2014. Sicuramente il grande protagonista sarà pi greco: spero infatti di riuscire a proporre anche quest'anno le Notizie pi greche, che mi hanno permesso di parlare del numero archimedeo per eccellenza all'interno del Carnevale stesso senza dover costringere alla lettura di una lunga introduzione.
Per chi vuole partecipare all'edizione, segnalo i soliti canali, che vanno dall'e-mail:
passando anche per twitter, GPlus, tumblr.
Per chi è alla ricerca di ispirazione, poi, segnalo le edizioni del Carnevale cadute nel pi day:

Carnevale #11 | Carnevale #23 | Carnevale #35 | Carnevale #47 | Carnevale #59

Può anche essere di ispirazione il sito Imaginary, da cui già il sottoscritto potrebbe trarre qualche ispirazione per le Notizie pi greche della scorsa edizione.
Ricordandovi che l'edizione precedente, la #70, è stata ospitata dai Rudi Mathematici, non mi resta che aspettare i contributi per festeggiare degnamente il pi greco e la matematica!
(immagine via slightlyslantedeyes)

giovedì 20 febbraio 2014

Un buco nero nel taschino

Grazie alla gif animata qui sotto, condivisa da +Marco Cameriero (ma ora, dopo la pubblicazione automagica su G+ gli andrà una notifica matemistica?), recupero, in italiano, un post che ho pubblicato a settembre 2013 su Doc Madhattan.
Sagittarius A* (Sgr A*) è una sorgente radio astronomica brillante e molto compatta al centro della Via Lattea, vicino al confine delle costellazioni del Sagittario e dello Scorpione. SGr A* è parte di una più grande figura astronomica nota come Sagittarius A. Si crede che sia la posizione di un buco nero supermassiccio(1, 2), come quelli che generalmente si ritiene si trovino al centro di molte galassie ellittiche e a spirale. Osservazioni della stella S2 in orbita intorno a Sgr A* sono state utilizzate per mostrare la presenza, e produrre dati sul buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, e hanno portato alla conclusione che Sgr A* sia il sito di quel buco nero(3).
L'immagine qui sopra è una foto ai raggi X di Sgr A*(4):
Le emissioni X da Sgr A* possono essere descritte come la sovrapposizione di una sorgente puntiforme dovuta al buco nero stesso, e di una nuvola di emissione più grande di circa 2". All'interno di questa nuvola, possiamo identificare oltre un centinaio di stelle brillanti risolte individualmente, e dedurne più di un migliaio troppo piccole per essere rilevate(5).
Inoltre:
la temperatura e il profilo di densità della nube di gas che circonda la nuvola di Sgr*. the temperature and density profile of the gas cloud surrounding Sgr A* (...) mostrano che più del 99% del gas non raggiunge mai il centro del buco nero, ma piuttosto è rigettato dal sistema(5)
Ci sono anche alcune questioni non risolte: ad esempio se il tasso di accrescimento osservato è dovuto esclusivamente a Sgr A* o se esiste un'altra sorgente aggiuntiva; o quale sia la causa della sua bassa luminosità, inferiore di diversi ordini di grandezza del suo potenziale teorico(5).
La gif animata è, in ogni caso, estratta da un video su YouTube condiviso su io9.

mercoledì 19 febbraio 2014

Microstoria di una violazione

Succede che nel 2010 presso il RHIC gli sperimentali riescono a violare la parità in un plasma di quark e gluoni. E succede che dopo tre anni circa presso i laboratori Jefferson siano riusciti a completare una misura riguardante proprio la violazione della parità in un urto tra elettroni e quark(6).
La cosa potrebbe avere un po' il gusto del tecnico, se non fosse che la parità è una trasformazione di simmetria secondo cui le leggi della fisica risultano conservate per un ribaltamento completo (inteso come cambio di segno) delle coordinate spaziali. O se preferite per uno scambio della destra con la sinistra. Una simile trasformazione lascia invariate le leggi della fisica classica, però quando si scende al livello delle particelle, questa bella simmetria risulta violata nelle interazioni deboli, quelle che guidano i decadimenti dei nuclei e dei mesoni. Infatti, e siamo poco dopo la metà del secolo scorso, succedeva che i mesoni $\theta^+$ e $\tau^+$ erano sperimentalmente identiche per massa e tempo di vita, ma presentavano dei canali di decadimento differenti e quindi dovevano anche essere due particelle distinte. I primi a proporre una soluzione alla questione furono i teorici Lee e Yang, che immaginarono come la parità non fosse strettamente conservata, avendo quindi come conseguenza che le due particelle di cui sopra altri non erano che una stessa particella, oggi chiamata kaone, che decadeva in due modi distinti(2).
La proposta dei due teorici, pubblicata nel 1956, attese appena un anno per poter essere verificata: la mitica Madame Wu, anche detta la Marie Curie della Cina, ovvero Chien-Shiung Wu, con un gruppo costituito da Ambler, Hayward, Hoppes e Hudson, studiando il decadimento beta del cobalto 60, scoprì tra i risultati un'evidenza della violazione della parità(3), che venne immediatamente verificata dal gruppo costituito da Garwin, Lederman e Weinrich(4). Anche i loro risultati uscirono nel 1957, meritando tra l'altro la pubblicazione sullo stesso numero di Physical Review che pubblicò l'articolo di Wu e soci.
Alla fine della fiera, il Premio Nobel per la Fisica del 1957 andò a Lee e Yang che avevano predetto la violazione della parità, mentre Madame Wu dovette attendere il Premio Wolf del 1978 (il primo ad essere assegnato, tra l'altro) per vedere riconosciuti i suoi meriti sperimentali. Certo, se vogliamo essere pignoli, è andata anche peggio a Cox, McIlwraith e Kurrelmeyer che già nel 1928 furono in grado di osservare, studiando i raggi beta, la violazione della parità(2). Il loro articolo cadde però sotto silenzio e sfuggì anche all'esame della letteratura fatto da Lee e Yang, che avevano cercato di capire qualcosa di più sulla questione da un punto di vista sperimentale. Certamente c'è da dire che all'epoca dell'esperimento di Cox e soci era piuttosto difficile immaginare il concetto di violazione della parità: non a caso il gruppo suggerì che l'asimmetria osservata dipendesse dalla polarizzazione dei raggi beta e soltanto il certosino lavoro di Amit Roy(5) ha riportato alla luce questa che, letteralmente, possiamo considerare una ricerca perduta, o quasi all'interno di un percorso più vasto che mira a comprendere meglio la struttura della materia e in particolare quella dei nucleoni e delle loro interazioni. E che nel dettaglio della ricerca pubblicata su Nature porta alla conclusione che nemmeno per i quark la parità è una simmetria fondamentale(6).

lunedì 17 febbraio 2014

I rompicapi di Alice: Il problema dei servizi

"Inizia dall'inizio", disse il Re con gravità, "e vai fino a che non arrivi alla fine; quindi fermati"
Lewis Carroll da Alice nel Paese delle Meraviglie
La teoria dei grafi inizia con la risoluzione di un problema di geometria reale. Il geniale matematico svizzero Eulero, infatti, propose in un famoso articolo(1) la soluzione di un rompicapo basato sulla città di Konigsberg e i suoi sette ponti:

(via David Galvin - pdf)
la cittadina prussiana è tagliata dal fiume Pregel al cui centro si trovano due isole raggiungibili attraverso sette ponti; è dunque possibile trovare un percorso chiuso (punto di inizio e punto di fine coincidono) in grado di attraversare tutti i sette ponti una e una sola volta?
All'interno dell'articolo(1), arricchito anche di precise illustrazioni, Eulero sviluppa le basi di quella che sarà la meglio nota teoria dei grafi, e che può essere così riassunta:
Un grafo, o reticolo, è una figura bidimensionale caratterizzata da due elementi: i nodi, ovvero dei punti di passaggio obbligatori, e gli archi, ovvero le linee che congiungono i nodi. I primi si distinguono tra nodo pari, ovvero un punto in cui converge un numero pari di archi, e nodo dispari, ovvero un punto in cui converge un numero dispari di archi. Un reticolo euleriano è, quindi, un reticolo contenente nodi pari o al più due nodi dispari. Un reticolo euleriano è completamente percorribile (e può essere disegnato) senza mai staccare la penna dal foglio, partendo da un dato nodo e finendo alla fine su di esso. Si distinguono, poi, due generi di reticoli euleriani: quello chiuso e quello aperto, dove per chiuso si intende un reticolo che inizia e finisce sullo stesso nodo, mentre uno aperto che inizia e finisce su un nodo differente. Si avrà un reticolo chiuso quando tutti i nodi sono pari, si avrà un cammino aperto quando ci saranno due nodi dispari, uno come partenza della nostra camminata lungo il reticolo e l'altro come conclusione. Eulero dimostrò che nel caso di Konigsberg il reticolo era (e continua ad esserlo ancora oggi, nonostante l'aggiornamento dei ponti) né aperto né chiuso, rispondendo quindi negativamente alla domanda iniziale(4).
Il problema dei servizi, che mi venne posto qualche anno fa, è anch'esso uno di quei problemi o rompicapi che può essere analizzato utilizzando la teoria dei grafi; questo un suo possibile enunciato:
Bisogna collegare, su una superficie planare, tre case ai tre servizi essenziali di acqua, luce e gas senza che i tubi di collegamento si intersechino tra loro.
Apparentemente questo problema è di facile risoluzione e presenta tutta una serie di rompicapi equivalenti (il più truculento è quello detto della vendetta Corsa), ma la sua prima risoluzione, così come ci è stata tramandata, su carta stampata risale al 1917 e porta la firma di Henry Ernest Dudeney, sulle pagine del suo Amusements in Mathematics. Il rompicapo, però, sembra fosse noto ben prima di Dudeney: secondo Sam Loyd jr., il padre lo aveva scoperto già nel 1900, ma non lo aveva inventato lui, come anche molti storici della matematica sostengono(3).
In effetti un problema topologicamente simile ci è stato tramandato direttamente dall'antica Persia:
Un califfo era così turbato dal gran numero di pretendenti, che decise di istituire un concorso per stabilire chi era più qualificato a sposare la figlia. Nel turno di qualificazione, agli aspiranti veniva mostrato un disegno di due urne, ciascuna con tre maniglie numerate 1, 2, e 3 da cima a fondo. Gli veniva quindi richiesto di unire 1 con 1, 2 con 2, e 3 con 3 utilizzando curve che non si intersecano tra loro o che attraversano le urne. Questo compito non era così difficile, ma figlia di un califfo non può essere vinta così facilmente. Il padre, quindi, ha insistito affinché ogni corteggiatore che ha superato il primo turno debba competere anche in una finale. Anche questa volta venivano disegnate le stesse urne, ma i numeri sulle maniglie della seconda urna erano in ordine inverso(3).
In questo caso il problema della figlia del califfo (o almeno la parte relativa alle finali) risulta equivalente al problema dei servizi, anche nella soluzione, visto che si narra in giro che la figlia del califfo morì zitella. Infatti, pur nella sua apparente semplicità, il rompicapo risulta irrisolvibile. Infatti se si collegano due case con tutti e tre i servizi, si arriva a constatare quasi con un certo imbarazzo che la stessa cosa non la si può fare con la terza casa. A meno di non... barare, proprio come fece Dudeney(3):

domenica 16 febbraio 2014

Li tragici successi: una parodia di Romeo e Giulietta

Ogni tanto mi piace girovagare su JSTOR e giusto oggi mi sono imbattuto in A Comic Version of "Romeo and Juliette" di Winifred Smith che propone la traduzione e sintesi di una parodia, sempre teatrale, di Romeo e Giulietta. Li tragici successi è una breve rappresentazione in tre atti del commediografo italiano Flaminio Scala e venne pubblicata insieme ad altre piccole operette dello stesso autore ne Il teatro delle favole rappresentative, uscito per la prima volta nel 1611. Le immagini che seguono, che sono l'opera di cui sopra, sono tratte da Google Books (cliccare per ingrandire):

sabato 15 febbraio 2014

La conservazione dell'energia del Sole

Oggi la cattura e la conservazione dell'energia del Sole viene fatta attraverso i pannelli solari, che possiamo considerare come un primo, primitivo passo verso un controllo energetico consapevole. La strada che si potrebbe seguire sembra quella, immaginata da molti scrittori di fantascienza, di un controllo diretto dell'energia delle stelle, a incominciare da quella del Sole. E uno dei primi progetti per la cattura e la conservazione della sua energia non viene da uno scrittore, ma dall'ingegnere e inventore Charles William Siemens, nato tedesco come Carl Wilhelm e che spese la maggior parte della sua vita su suolo britannico, prendendone la nazionalità.
Una delle sue invenzioni più fantascientifiche e decisamente irrealistiche (anche ai giorni nostri, a dire il vero) è sicuramente quella sorta di fornace galattica che avrebbe dovuto raccogliere e conservare proprio l'energia del Sole, altrimenti in massima parte dispersa nello spazio. Alla base di questa idea c'erano alcuni punti cardine, come la presenza di carbonio o di vapore acqueo nello spazio interplanetario, che si sarebbero dovuti dissociare per l'interazione con le radiazioni solari.
Il fantastico e fantascientifico sogno di Siemens, illustrato dall'immagine qui sopra, presente nell'articolo, uscito su Nature (pag. 440 del vol.25), che è la trasposizione integrale di una lezione dell'inventore presso la Royal Society, può essere ben riassunto dalle sue parole conclusive, che quasi rappresentano un invito a seguire la strada da lui indicata:
Se queste condizioni dovessero essere giustificate, noi guadagneremmo la soddisfazione che il nostro sistema solare non ci impressionerebbe più con l'idea di una prodigiosa dissipazione di energia nello spazio, ma piuttosto con l'azione ben ordinata e autosufficiente, in grado di perpetuare la radiazione solare al futuro remoto.

(via Ptak Science Books)
Siemens C.W. (1882). On the Conservation of Solar Energy, Nature, 25 (645) 440-444. DOI:

Colazioni

venerdì 14 febbraio 2014

Diario di una sposa bambina

Quando ho ordinato il libro "Niente panico" (di cui ho già parlato qui), decisi di prendere altri libri, per abbattere i costi di spedizione. Uno di questi è "Diario di una sposa bambina".
Già il titolo fa capire di cosa tratta il libro, e ci si rende conto che non è una lettura leggera.
L'argomento non è per niente leggero e divertente, ma il libro è scritto bene, scorrevole, si lascia leggere senza troppe difficoltà. Anche se nella lettura qualche rallentamento c'è, e si trova nelle lacrime che a volte scorrono leggendo la storia di questa bambina, venduta in sposa per soldi. Alla sua storia si intreccia anche quella della cugina, più forte e 'libera', e anche lei dovrà affrontare degli ostacoli diversi ma comunque difficili, per il luogo in cui vivono.
E' un romanzo da leggere, personalmente ho imparato anche molte cose su una realtà non così lontana dalla nostra.

L'influenza dei blog nelle citazioni scientifiche

Su Nature viene segnalato un articolo che esamina le citazioni degli articoli (pdf) discussi sui blog che aggregano su Research Blogging (vi ricordo l'esame che abbiamo proposto con Moreno Colaiacovo qualche tempo fa):
Per 7 delle 12 riviste esaminate nel 2009, e per 13 su 17 riviste analizzate nel 2010, gli articoli citati sui post dei blog aggregatu su ResearchBlogging.org hanno ricevuto più citazioni degli articoli degli stessi giornali nello stesso anno di quelli che non sono stati citati dai blog.
Che nel mondo anglosassone i blog scientifici stanno assumendo un ruolo sempre più importante era chiaro da un po'. Che addirittura questo ruolo potesse arrivare a un punto da influenzare (o anticipare) le potenzialità di un dato articolo era forse un po' difficile da immaginare (almeno per quel che mi riguarda). Stiamo sicuramente parlando di una categoria molto settoriale, ma penso che sia l'ennesimo indizio della trasformazione dei blog da una sorta di diario personale a luoghi preferenziali per l'approfondimento e per l'aggiornamento personale degli internauti su quegli argomenti che difficilmente interessano i grandi giornali tradizionali e su web.

martedì 11 febbraio 2014

I paralipomeni di Alice: Sam Bleecker

Samuel Bleecker, dopo aver studiato fisica all'Università del Maryland e biofisica molecolare a Yale, ha lavorato ai laboratori Bell in quello che in Italia piace chiamare "reparto di comunicazione", ovvero ha spiegato al pubblico la scienza e la tecnologia sviluppate in uno dei più importanti laboratori scientifici privati al mondo.
Uno dei suoi mai dimenticati amori è però quello per l'arte, e presso la Compton Gallery di Boonton è iniziata il 7 febbraio un'esposizione delle sue opere, tutte di ispirazione scientifica:
I numeri sono le note della sinfonia cosmica scritta in grande.
Essi rivelano ciò che possiamo vedere e, ancor più importante, ciò che non possiamo. Come osserva Ian Stewart: "I modelli naturali non sono lì per essere ammirati. Essi sono indizi vitali per le regole che governano i processi naturali".
I numeri sono le fondamenta della matematica e la spina dorsale di tutta la nostra indagine scientifica, così come una base per interpretare molti dei nostri incontri quotidiani. I numeri codificano ciò che vediamo e sentiamo: le temperature che sperimentiamo, la velocità con cui viaggiamo da casa nostra fino alla drogheria, la distanza che percorriamo o l'altezza che abbiamo scalato durante la nostra ultima escursione in una regione selvaggia.
In sostanza, alcuni vedono il mondo fatto fondamentalmente da nomi, gli oggetti importanti come terra, acqua, sole, aria e le persone come voi e me. Altri preferiscono pensare che i verbi, piuttosto che i nomi, sono alla base della nostra realtà. Le relazioni tra i nomi descrivono più adeguatamente le attività e il significato delle nostre vite.

lunedì 10 febbraio 2014

Un lunedì nero

Forse leggere Ed McBain dopo Hemingway non permette di giudicare bene il giallista statunitense, ma anche confrontandolo con, per esempio Mio figlio, l'assassino di Patrick Quentin, il famoso McBain non ne esce così originale come sembrerebbe leggendo la quarta di copertina di Un lunedì nero.
Ad ogni modo presenta una scrittura semplice con dei dialoghi sicuramente incisivi, mentre il romanzo come giallo risulta non troppo complesso, anche considerando l'ambientazione del mondo degli agenti letterari, che non vuole seguire i cliché del genere poliziesco (più o meno per esplicita ammissione), ma che alla fine è un cliché dalla prima all'ultima pagina.
A conti fatti non è certo un capolavoro, né tanto meno una lettura essenziale di genere, ma resta comunque una lettura gradevole e veloce per le vacanze.

P.S.: in ogni caso non è stato un lunedì poi così nero!

domenica 9 febbraio 2014

Hexiom connect

Rearrange the tiles to light up all the color coded connections.
instructions:
Drag tiles by clicking the mouse.
You can keep track of which tiles you think are in their correct positions by Shift-Clicking them.
L'idea di Hexiom connect è semplice: collegare i nodi con corde dello stesso colore. I nodi possono essere spostati sulla plancia esagonale a tessere esagonali e ovviamente quando ogni corda è illuminata e non ne resta alcuna opaca, il livello è concluso.
Buon divertimento.

mercoledì 5 febbraio 2014

Il viaggio di Astolfo sulla Luna

Sempre nel 1634 comparve una nuova edizione dell'Orlando Furioso dell'Ariosto (tradotto da Sir John Harington), nella quale il cavaliere inglese Astolfo è trasportato sulla Luna nel Carro di fuoco di Elia,e colà trova tutte le cose perdute sulla terra, incluso il senno dell'eroe. John Milton fu sufficientemente impessionato da questo passaggio da citarlo nel suo pamphlet del 1641, Of Reformation. Un lettore del tardo XVII secolo si riferirebbe a questo episodio come "una delle più piacevoli follie in tutto l'Ariosto".
(da Early Modern Space Travel and the English Man in the Moon di David Cressy)
Di questo e d’altre cose fu diffuso
il parlar de l’apostolo quel giorno.
Ma poi che ’l sol s’ebbe nel mar rinchiuso,
e sopra lor levò la luna il corno,
un carro apparecchiòsi, ch’era ad uso
d’andar scorrendo per quei cieli intorno:
quel già ne le montagne di Giudea
da’ mortali occhi Elia levato avea.

Quattro destrier via più che fiamma rossi
al giogo il santo evangelista aggiunse;
e poi che con Astolfo rassettossi,
e prese il freno, inverso il ciel li punse.
Ruotando il carro, per l’aria levossi,
e tosto in mezzo il fuoco eterno giunse;
che ’l vecchio fe’ miracolosamente,
che, mentre lo passar, non era ardente.

Tutta la sfera varcano del fuoco,
ed indi vanno al regno de la luna.
Veggon per la più parte esser quel loco
come un acciar che non ha macchia alcuna;
e lo trovano uguale, o minor poco
di ciò ch’in questo globo si raguna,
in questo ultimo globo de la terra,
mettendo il mar che la circonda e serra.

martedì 4 febbraio 2014

La matematica delle colonie delle api

Il post vorrebbe essere una traduzione (che poi ci riesca, o che cosa sia, questo è un altro discorso!) del breve articolo The mathematics of bee colony failure di Tony Phillips per la newsletter mensile Take on Math in the Media. Questo è a sua volta ispirato da un articolo di approfondimento su Le Monde, da cui ho trovato il riferimento preciso all'articolo su cui scrive Phillips.
Le api sono insetti sociali che forniscono un importante servizio all'ecosistema, grazie all'impollinazione, sia dei fiori selvatici sia per le piante dell'agricoltura umana. Negli ultimi tempi si è osservata una diminuzione sensibile della loro popolazione mondiale, e molte sono le cause che concorrono a questo fenomeno, come i pesticidi, i parassiti, le malattie, le modifiche all'ambiente: nessuna di queste cause è, a tutt'oggi, considerata quella principale, ma d'altra parte alcuni elementi particolari sembrano emergere nell'influenzare alcune delle caratteristiche di questi insetti(2). Ad esempio l'esposizione ad alti livelli di pesticidi influenzano la mobilità, la memoria, il senso dell'orientamento e le capacità di raccolta delle lavoratrici. Questo genere di stress (ma ne sono stati individuati altri) non porta direttamente alla morte, ma influenza sicuramente l'efficienza di un alveare(2), e per misurare l'importanza di questo genere di stress vengono, come spesso succede, utilizzati dei modelli matematici. In particolare c'è un modello piuttosto interessante(2), costituito da una coppia di equazioni differenziali, che è in pratica una variazione sul modello predatore-preda(1)

lunedì 3 febbraio 2014

W l'Italia.it... noi non sapevamo

Questo è uno dei pochi libri (o forse l'unico) a essere stato scritto dopo lo spettacolo teatrale. Eh sì, è nato prima lo spettacolo teatrale, e dopo, come spiegato anche dall'autrice stessa, è stato messo su carta stampata. Anche il mio percorso è stato quello di vedere prima lo spettacolo teatrale e poi suggerire a mio fratello di comprare il libro, che vendevano alla fine dello spettacolo.
Ho letto il libro dopo un po' di mesi dallo spettacolo, e mi è servito per rinfrescarmi la memoria, per ricordarmi di cosa era e come era il Sud, di come si viveva e aggiungerei come si viveva bene prima dell'unità d'Italia.
La mia idea, forse un po' estrema? Che l'unità d'Italia in realtà non ha unito Nord e Sud, ma pare li abbia separati di più, e ancora oggi si sente, si vede e si vive questa realtà.
Forse abbiamo anche le nostre colpe, noi del Sud, ma a volte penso che forse, questa unità d'Italia, non è stata una gran bella idea, se poi l'Italia si ferma a Eboli...


Nota del fratello: Interessante approfondimento con citazioni dal libro su Il villaggio di San Leucio.

A letto dopo Carosello!

3 febbraio 1957 inizia la programmazione sulla RAI di CAROSELLO.
Non possiamo definirlo "contenitore pubblicitario", sarebbe riduttivo. Ricordiamolo insieme a Calimero, a el Dindondero, a "Gigante, pensaci tu!", e, pensiamo a CAROSELLO come la sigla finale delle nostre giornate di bambini: "A letto dopo CAROSELLO", era l'imperativo di ogni mamma italiana...
di Rossella Cantisani via falcemartello

domenica 2 febbraio 2014

Tesla: War of currents

In May, 1893, The Columbian Exhibition opened in Chicago with illumination inside and out supplied by the Westinghouse Company using Tesla technologies. The Westinghouse installation was "outshining" Edison's lighting efforts and Tesla supplied a spectacular personal rebuttal to Edison's claim that AC current was by nature too dangerous for everyday use.
Since Tesla's first introduction of AC electricity, the "War of Electric Currents" had been waged, with Edison insisting on the safety of DC current over AC current. The safeness in fact came from the minimal strength of the direct current.
Now Tesla disproved that claim by letting a charge of one million volts be passed through his body without harm. Alternating current had won the "War".
Westinghouse also used the Tesla polyphase system in harnessing the power of Niagara Falls to produce 37,300 kilowatts electrical output from ten generators and transmit it to Buffalo, which was twenty-two miles away. The system went online in August, 1895.
(from Tha case files: Nikola Tesla)
Read also:
Tesla vs Edison: the war of currents
The Current War: Edison and Tesla Fight Over How to Power the World
War of the currents by Saša Stojanović
Wikipedia: War of currents