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domenica 14 ottobre 2012

Il mondo scientifico di Don Rosa

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Finalmente, grazie a Comunicare Fisica, sono riuscito a vedermi con Piero Patteri, che mi ha consegnato nelle mani il volume "Don Rosa: A little something special" che il Papersera.net ha consegnato a Don nel 2011. Nel corposo volume di poco oltre le 480 pagine, è presente anche un articolo scritto a quattro mani dal sottoscritto e da Piero. E visto che si sta avvicinando "Lucca Comics&Science" (per la quale ancora non sono pronto...) ho ben pensato di riproporre questo articolo anche sul blog come tappa di avvicinamento all'evento. Nel frattempo, oltre a leggere il programma completo, passate da Roberto Natalini, che vi racconta un po' di retroscena. Il sottoscritto, che è stato gentilmente coinvolto dai due organizzatori (l'altro è Andrea Plazzi) sarà il primo giorno nelle due "conferenze" dell'1 novembre, alle 12 e alle 14.
E ora via alla lettura!


Le leggi fisiche del mondo reale si applicano in maniera molto approssimativa nel mondo dei fumetti. Spiaccicarsi, rimbalzare, colpirsi in scontri terribili ma innocui sono eventi comuni nelle strip, almeno a cominciare dalle mattonate tirate da Ignatz a Krazy Kat, sulla scia delle frenetiche sequenze delle comiche del cinema muto. Per questo motivo è davvero sorprendente, e anche divertente dal punto di osservazione di un fisico, che un artista dei fumetti riveli una costante attenzione a costruire le sue gag collocandole in un contesto fisico apprezzabilmente coerente.
Racconteremo le nostre sensazioni esplorando il mondo fisico di Don Rosa, sia nel viaggio nel mondo microscopico, in Zio Paperone: L'incerdibile avaro minuaturizzato, sia nel Sistema Solare in Zio Paperone: L'attacco delle orribili creature spaziali, entrambi temi che sembrano inevitabili nella carriera di un autore di fantascienza.
Dopo aver presentato alcune divertentissime gag ispirate al teletrasporto in Zio Paperone "su un piatto d'argento" approderemo infine nel territorio della Fisica Straordinaria in vigore in due storie di straordinaria originalità creativa: Paperino in Tempo rubato e Zio Paperone: Una questione di estrema gravità.

Nel mondo microscopico

La macchina riduttrice che appare in Zio Paperone: L'incredibile avaro miniaturizzato è una esplicita citazione della macchina di Carl Barks in Zio Paperone e il riduttore atomico, ma quella trovata dai paperi nella soffitta di Zio Paperone è difettosa, e il processo di rimpicciolimento, una volta avviato, procede indefinitamente.
Mentre nella storia di Carl Barks la riduzione delle dimensioni causa un repentino ribaltamento del ruolo cacciatore/preda trale formiche e i paperi, che sono salvati solo dal tempestivo intervento di Archimede Pitagorico, nella storia di Don Rosa, oltre alla scoperta di nuovi pericoli in un mondo sempre più piccolo, la prospettiva di una riduzione continua e incontrollabile accresce la tensione tavola dopo tavola. Zio Paperone e Paperino lottano a ogni livello, saltellando sulle monete del deposito come sui sassi di un ruscello, finché i vuoti tra di esse non le fa apparire come pareti scivolose di immense voragini, o scacciano un orribile pidocchio che presto diventa un mostro più grande di loro. Infine, tra la sporcizia nella tavola di un Bassotto, i germi che sembrano mostri mitologici come Medusa e Argo-dai-cento-occhi sono sul punto di sopraffarli e solo un intervento risolutore, un teatrale deus-ex-machina, può riuscire a salvarli.
Esplorando il nuovo ambiente alla ricerca di una via di fuga scoprono continuamente particolari della vita reale, come il sebo scivoloso su un capello, o la lanugine appiccicatasi sulla superficie di una prugna; si è tentati di dire che questi dettagli non aggiungono nulla alla trama, ma è proprio il loro essere 'superflui' che induce la sensazione che i paperi siano davvero finiti in un mondo straordinario, ma estremamente realistico. Così infine la possibilità di scappare saltando da uno spuntone all'altro della barba rasata non è un trucco inventato al momento, ma è un'opportunità costruita logicamente lungo tutta la storia.
Il susseguirsi precipitoso degli eventi ricorda talvolta le sequenze di inseguimento e fuga di Hitchcock, come in intrigo internazionale o La donna che visse due volte, e come nei film del Maestro del brivido, la conclusione balsa a sorpresa sugli spettatori/lettori, come Zio Paperone che riacquista le sue dimensioni sulle mani di un Bassotto.

Nello spazio cosmico

Ancora una volta, la sconsiderata accensione di un misterioso apparecchio influenza le proprietà fisiche del deposito di Zio Paperone. Questa volta perde il peso, e i paperi devono inseguirlo nello spazio, con la speranza di riuscire ad invertire il funzionamento dell'apparecchio.
I commenti all'edizione italiana di Zio Paperone: L'attacco delle orribili creature spaziali sottolineano l'omaggio alle classiche serie di fantascienza televisiva o cinematografica. Sebbene questo sia vero per quanto riguarda il tuffo nel tunnel dello spazio-tempo, che ricorda direttamente le saghe di Star Trek o Guerre stellari, noi pensiamo che una gran parte dei dettagli della storia siano un amorevole tributo a Paperino e il razzo interplanetario. Il viaggio dell'astronave nella fascia degli asteroidi e l'incontro con la famiglia di pescatori di minerali ricalca la sequenza di Luciano Bottaro.
La parodia non è solo nella personalità e nell'aspetto degli alieni, ma anche nei personaggi di contorno, come la gallina, scambiata per il capo dei paperi a causa della cresta rossa che richiama la cresta di Rebo. Il suo interrogatorio nell'ultima vignetta ricorda l'interrogatorio di Paperino da parte degli scienziati Gioviani.
Tutto ciò è nell'ambito della fantascienza classica, ma Don Rosa aggiunge un tocco della Fisica Straordinaria, che vedremo più a fondo in seguito, per spiegare il funzionamento del dispositivo antigravità: esso cancella l'inerzia, così che l'improvviso urto contro la Luna non distrugge l'asteroide e il deposito su di esso.
Citando questi spunti esilaranti, non possiamo dimenticare che le vignette di questa storia presentano una sorprendente anticipazione della dinamica dei drammatici eventi dell'11 settembre 2001.

Il teletrasporto

Ancora una volta la storia parte con una citazione di Carl Barks e della sua Paperino e la fantascienza, usando questa volta un vassoio magico di Amelia, invece dell'apparecchio realizzato da Archimede Pitagorico, mostrato nella prima delle vignette seguenti.

L'incidente che bloccava Paperino a metà del teletrasporto della storia di Carl Barks, con conseguenze potenzialmente letali, qui diventa semplicemente il limite circolare del piatto, che permette la creazione di gag sulla divisione spaziale dei protagonisti, in cui Paperino o zio Paperone cercano di fermare Amelia, o quando il vassoio decolla, spinto dalle ali di Gennarino.
La distorsione della forza di gravità

Annullare la forza di gravità è un classico espediente, da tempo gradito agli scrittori di fantascienza, ma per quanto è a nostra conoscenza nessuno ha considerato il caso della forza di gravità fatta agire in direzione orizzontale.
"Gravitus horizontus" è la formula magica usata da Amelia in Zio Paperone: Una questione di estrema gravità. L'aveva appresa in un convegno di maghi a Lucca (probabilmente è un riferimento a Lucca Comics): l'incantesimo causa una temporanea
modificazione della direzione della forza di gravità per le persone colpite dall'incantesimo. In questo caso Paperino e Zio Paperone subiscono la gravità in orizzontale, così che li spinge verso una parete del deposito.
Don Rosa non specifica se nelle varie occasioni ci sia un nuovo centro di gravità, così che pareti, palazzi, montagne attraggono i paperi con una forza orizzontale.
E' più probabile che sia sempre la gravità terrestre che agisce, dopo una rotazione locale del verso della forza, come suggerisce l'osservazione di Paperino nell'ufficio di Zio Paperone:
I mobili sembrano inchiodati al pavimento, ma io sono più pesante di loro!
Successivamente i nipotini sfruttano l'effetto durante l'inseguimento della strega:
Possiamo far andare il carrellino a tutta birra dr lo tirate con il vostro peso!
La spiegazione è semplice: il moto del carrello è in orizzontale, come la forza che agisce sui paperi. Dopo che i nipotini hanno attaccato gli zii al carrello, questi saltano nella giusta direzione al di là dell'angolo dell'edificio: il carrello è spinto in quella direzione da una forza orizzontale uguale alla forza peso dei due paperi, con un'accelerazione risultante $a = g/2$, se la massa dei nipotini e del carrello è uguale a quella degli zii, o anche più se i due adulti pesano più del carico che trascinano. Un altro punto interessante è l'attraversamento del lago da parte dei nostri eroi. Zio Paperone salta nell'acqua e la solca per fermare la caduta orizzontale usando la resistenza offerta dall'acqua, come una capsula spaziale che è rallentata al rientro nell'atmosfera da un volo orbitale.
Alla fine dell'inseguimento Amelia è raggiunta all'aeroporto, e costretta a lanciare un nuovo incantesimo: "Gravitus opponere!" Con questo incantesimo la gravità punta verso l'alto, cosicché i paperi sono spinti lontano dalla Terra, ma i nipotini si aggrappano ai loro piedi, prendendo anche un estintore. In tal modo la massa totale dei nipotini più estintore eguaglia la massa degli zii, bilanciando la forza verso l'alto e quella verso il basso. Quando un nipotino aziona l'estintore, il getto li spinge verso il cielo, così che il "gruppo di paperi a razzo" raggiunge l'aereo rubato da Amelia all'aeroporto e ha la possibilità di sconfiggere la strega nel duello finale.
Dal punto di vista di un fisico l'aspetto più curioso dell'incantesimo è che la magia agisce con una violazione della parità, cioè i suoi effetti non mostrano una simmetria speculare: i paperi possono scendere le scale perché sono spinti verso destra, contro il lato verticale del gradino, quando si muovono da destra in alto verso sinistra in basso. Questo non accadrebbe se essi dovessero scendere da sinistra in alto a destra in basso. Fortunatamente l'aeroporto era nella direzione giusta.
E' da notare che Don Rosa era ben conscio di questa proprietà dell'incantesimo, e lo ha sfruttato esplicitamente in una gag: i paperi si appoggiano al parabrezza dell'autobus andando in aeroporto, ma volano via verso il finestrone posteriore quando l'autobus compie una inversione a U al capolinea.
Il congelamento del tempo

Un altro importante concetto fisico sfruttato in modo inconsueto da Don Rosa in Paperino in Tempo rubato è la dilatazione temporale, portata al caso estremo dal congelamento del tempo: la dilatazione degli intervalli temporali visti tra due diversi sistemi di riferimento in moto relativo tra loro ad una velocità che sia una frazione non trascurabile della velocità della luce è un effetto sorprendente, ma ben verificato sperimentalmente, della relatività speciale di Albert Einstein.
Nella storia di Don Rosa i Bassotti cominciano a svuotare a poco a poco il deposito, usando una nuova invenzione di Archimede Pitagorico. Si tratta di un dispositivo ferma tempo, che può congelare lo scorrere del tempo: quando è attivo oggetti e persone sono fermate come nello scatto di un'istantanea, tranne quello che si trova nel raggio di dieci metri, in cui il tempo scorre normalmente.
L'effetto è molto simile a quello che vedrebbero i gemelli nel famoso paradosso dei gemelli: il tempo per quello che viaggia quasi alla velocità della luce è rallentato, e quando questi incontra di nuovo il gemello che è rimasto fermo lo trova molto invecchiato rispetto a se stesso, o potrebbe addirittura essere scomparso in caso di estremo allungamento del tempo. Similmente, la relazione temporale tra la parte di spazio influenzata dal ferma tempo e il resto dello spazio esterno è la stessa che ci sarebbe tra due sistemi di riferimento in moto relativistico estremo. Una conseguenza che ci si dovrebbe aspettare è che gli oggetti il cui tempo è rallentato abbiano acquisito una massa estremamente grande (in termini comuni, ma imprecisi, siano diventati estremamente pesanti). Alternativamente, con un po' di approssimazione, possiamo cercare di spiegarlo usando la seguente definizione della forza: \[F = \frac{\text{d}p}{\text{d}t} = \frac{\text{d}mv}{\text{d} t}\ dove $p$ è l'impulso, $m$ la massa, $v$ la velocità. Se il tempo è fermato $\text{d} t \rightarrow 0$, e perle persone e gli oggetti, in moto nel loro sistema di riferimento oltre i dieci metri dal ferma tempo, ogni cambiamento di velocità implica $\text{d} v \not= 0$, cosicché il loro rapporto, proporzionale alla forza, diventa molto grande, come è la forza impulsiva che agisce su una palla che rimbalzi contro il terreno.
Di conseguenza, ad esempio, Paperino sbatte contro una farfalla 'congelata' come se sbattesse contro un muro:
Hai sbattuto la testa contro una farfalla che volava bassa! Devi fare attenzione a cose del genere quando il tempo è bloccato!
E noi sappiamo ora perché fare attenzione, la prossima volta che Archimede Pitagorico inventa un dispositivo ferma tempo!

Piero Patteri, Gianluigi Filippelli

2 commenti:

  1. Post interessantissimo, che sottolinea ulteriormente quando Don Rosa, nella sua attenzione ai particolari sia un artista fuori dal comune! Mi spiace molto non poter essere a Lucca giovedì, per caso domenica è prevista qualche replica?

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  2. Nessuna replica alla domenica. Mi dispiace...

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