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mercoledì 30 novembre 2011

Intanto festeggiamo!

Grazie a questo post di Luciaho scoperto (o riscoperto, sarebbe meglio dire) The Comics Reporter dove viene proposto un estratto della versione a matita di un party che Madman, personaggio ideato da Mike Allred, ha dato per alcuni selezionati personaggi dei fumetti. La versione a colori, che si trova sul sito di Michel Fiffe, che ha collaborato con Allred alla realizzazione del cartone mi è sembrata perfetta per festeggiare il trasferimento di Scientificando da Splinder a Blogger:
Considerando, però, anche il gran lavoro che Annarita ha fatto anche per adattare il vecchio layout alla nuova piattaforma (mi sembra che la resa sia migliore di quello che avveniva su Splinder) direi che anche questa copertina di Raw di Joost Swarte esemplifica molto il lavoro che ha preceduto questo primo passo verso il ritorno di Annarita all'attività in gran completo:
Annarita e i lettori non potranno fare altro che avvantaggiarsi della nuova sistemazione del blog (cui dovrebbe seguire presto anche Matem@ticamente), che dovrebbe semplificare sia la ricerca interna sia il rapporto stesso con i lettori.

martedì 29 novembre 2011

Pellegrini

Gli eroi tipici giapponesi sono sicuramente i Transformers, quei robot giganteschi che si nascondono trasformandosi di volta in volta in auto, aerei o altri giganteschi oggetti della modernità. Gli eroi dell'occidente, invece, sono granitici, fermi, difensori dello status quo, non sono realmente in grado di trasformarsi, se non dalla propria identità civile calandosi una maschera sulla faccia. L'essenza dell'eroismo giapponese è dunque la capacità di trasformarsi anche in funzione degli stimoli esterni. Queste considerazioni (e altre ancora) sono presenti in Autostop con Buddha di Will Ferguson, che, all'epoca insegnante di inglese presso la Nexus in Giappone, decide di intraprendere un viaggio per le isole nipponiche seguendo la via dei sakura, i fiori di ciliegio.
Il libro è pieno di storie di persone, famose e non, e una in particolare mi ha colpito, quella di Ichikawa Danzo VIII:
(...) Ichikawa Danzo VIII (...) era un famosissimo attore Kabuki che, con la sua morte, diede la sua ultima esibizione, la più grande, uno spettacolo che lo avrebbe reso immortale.
Ichikawa fece la sua prima apparizione sul palcoscenico quando era ancora in fasce. Il ritiro dalle scene coincise con il suo ottantaduesimo anno di carriera. Dopo i festeggiamenti e l'ultimo spettacolo d'addio, si recò a Shikoku e percorse in solitaria la Via degli Ottantotto Templi del Kobo Daishi. Fu un'impresa notevole per un uomo della sua età, e secondo l'opinione di alcuni non si sarebbe mai aspettato di portare a termine il pellegrinaggio ma, al contrario, di morire strada facendo. Ichikawa, invece, portò a termine il percorso alla fine di maggio, dopo che i sakura erano caduti e il cerchio si era chiuso. Non aveva più nulla da fare. Partì per Shodo, a quanto pare con l'intenzione di completare anche il pellegrinaggio dell'isola, ma qualcosa gli fece cambiare idea.
Perché avesse scelto di lasciare l'ultimo cerchio incompiuto rimane un mistero. Forse era soltanto stanco. Trascorse i suoi ultimi giorni di vita da solo in una piccola pensione di Shodo, prima d'imbarcarsi su un traghetto di mezzanotte per Osaka. La pioggia scrosciava sul ponte, quando Ichikawa andò a poppa e salì sul parapetto per gettarsi tra le scure onde del mare. Nessuno lo vide mai più. Era come se il suo corpo fosse scomparso. Aveva scelto con cura il momento propizio per uscire di scena; la nave stava attraversando le forti correnti orientali del Mare Interno, e lui fu risucchiato nei Vortici di Naruto e nelle loro infinite spire.
La morte di Ichikawa divenne leggenda, l'estremo gesto d'indipendenza, il pellegrino che decide personalmente come porre fine al suo viaggio. Nei Pellegrini giapponesi, Oliver Statler scrive: "Il suo non fu un atto di disperazione, bensì di risoluzione. Abbandonò la vita con la stessa compostezza con cui abbandonava il palco".
(trad. Claudio Silipigni)
Penso più o meno la stessa cosa di Mario Monicelli, che il suo non fu un atto di disperazione, ma nemmeno una risoluzione, piuttosto una ribellione, un modo per scegliere il suo addio. Furono le circostanze a renderlo così eclatante come è stato, altrimenti avrebbe fatto proprio come Ichikawa, andandosene allo stesso modo con cui immagino si concludevano i suoi film al cinema: con gli applausi!

lunedì 28 novembre 2011

Wikifollie

A quanto pare, una volta che si scovano procedure wikipediane non proprio limpide, si finisce per scovarne altre e altre ancora. Dopo la vicenda di Emanuele Mastrangelo, che ha segnalato nei commenti un link da Wikiperle dove escono alcuni retroscena cui comunque risponde in maniera perfetta Sandrobt (unico appunto che gli rivolgo è la sua sicurezza nel ritenere Emanuele filo-fascista, anche se forse rinunciare a questo punto vorrebbe dire che il blocco infinito dell'utenza è stato quantomeno eccessivo), dai commenti a un post di Massimo Mantellini segnalato da Juhan su OK Panico, ecco che spunta un nuovo caso(1), forse ben peggiore, accorso a Neperiano, che a quanto pare non ha fatto nulla di più se non partecipare a 4 votazioni dopo 616 edit su voci di informatica e 50 su template nello stesso campo. Non entro nel merito della discussione avvenuta per Neperiano e il blocco causato dal fatto che lo si riteneva una utenza potenzialmente dannosa per Wikipedia, però c'è una cosa che mi ha colpito: Neperiano era un vecchio utente che ha ripreso a collaborare sulla Wiki con una nuova utenza ma che, a causa di cosa poi non l'ho proprio capito è stato anch'egli bloccato all'infinito. Tra l'altro Neperiano l'ha anche presa con filosofia, quasi a voler dire avevo ragione la prima volta ad essermi allontanato.
Ad ogni modo non mi sembra carino dare le colpe a questo o quell'amministratore, come fa Wikiperle, lasciando anche a intendere che l'efficienza di Wikipedia dipende esclusivamente da quei pochi cui si punta il dito (e i molti che in silenzio riparano a errori dovuti quanto meno alla fretta?), e certo immaginare che Wikiperle sia un blog nato appositamente per sottolineare le problematicità di alcuni amministratori piuttosto che di altri mi sembra anche in questo caso eccessivo (vorrebbe dire che dietro c'è un ex-wikipediano scontento), ma a beneficio di tutti segnalerei questa autosegnalazione di problematicità di uno degli amministratori della wiki secondo me tra i più specchiati in assoluto. Il punto interessante non è la segnalazione di problematicità in se, ma la discussione sull'amministratore stesso: si scoprono un po' di cose interessanti che sembrano dare ragione a Wikiperle. Leggetevela e poi fatevi una opinione tutta vostra.

(1) Ci tengo a precisare che nel blog di Mantellini è stato semplicemente segnalato Wikiperle e non il caso specifico, che ho trovato una volta giunto su quel blog.

venerdì 25 novembre 2011

Il festival della Tempesta

La Tempesta, l'etichetta musicale dei TARM grazie alla quale molti gruppi di rock alternativo possono arrivare fino al pubblico degli appassionati italiani, propone per tutti i fan dei sui gruppi, il primo festival dove interverranno un po' di pezzi grossi come gli stessi TARM o Le luci della centrale elettrica o Sick Tamburo o i Massimo Volume. Il festival si svolgerà a Venezia questo sabato 3 dicembre e questo è il promo del festival stesso realizzato da Michele Bernardi con il montaggio di Annapaola Martin:
Ulteriori informazioni sulla pagina facebook dell'evento o su youtube del video.

mercoledì 23 novembre 2011

Carnevale della Chimica #11

Il 2011 è stato eletto Anno Internazionale della Chimica, e in questo stesso anno grazie a Chimicare i blogger scientifici italiani hanno animato un nuovo carnevale scientifico, il Carnevale della Chimica. E questa che state per leggere è la sua 11.ma edizione, e quindi è anche giusto andare a vedere chi è l'11.mo atomo della tavola periodica, il sodio.
La sua posizione sulla tavola è dovuta al criterio di ordinamento della usuale tavola periodica: gli atomi, infatti, vengono classificati essenzialmente grazie al numero atomico, che identifica la quantità di protoni e quindi di elettroni presenti in un dato atomo. E' un metallo alcalino che non si trova libero in natura: a contatto con l'acqua, infatti, la riduce liberando idrogeno e formando idrossido. Non essendo chimico, non proseguo con la descrizione del sodio, ma ricordo semplicemente che è presente all'interno del cloruro di sodio, NaCl, ovvero il comune sale da cucina, che può essere prodotto ad esempio facendo evaporare l'acqua di mare. A sua volta si può estrarre dal sale così ricavato il sodio, tornando così al nostro punto di partenza.
D'altra parte l'11.mo premio Nobel per la Chimica, assegnato giusto 100 anni fa, è andato alla fisica e chimica Marie Curie, protagonista dell'Anno Internazionale della Chimica
The year 2011 will coincide with the 100th anniversary of the Nobel Prize awarded to Madame Marie Curie—an opportunity to celebrate the contributions of women to science.
ma anche giustamente protagonista di questo carnevale, essendo novembre il mese della sua nascita.
La scienziata franco-polacca è stata la prima in assoluto a vincere ben due Nobel, uno in fisica nel 1903 per la scoperta della radioattività (scoperta che condividono insieme con Becquerel, che vinse con Marie e con il marito il premio di quell'anno) e l'altro, come detto nel 19011 in chimica.
I suoi contributi più importanti, che avrete modo di approfondire leggendo i contributi che animano questo Carnevale, sono innanzitutto l'utilizzo di un macchinario inventato negli anni Ottanta del XIX secolo dal marito Pierre insieme con il fratello Jacques per verificare la scoperta di Becquerel. A questi primi esperimenti seguirono le coperte di radio e polonio e successivamente l'applicazione delle radiazioni da una parte per la cura di lesioni varie e dall'altra per la realizzazione delle radiografie. Nasceva in questo modo una nuova branca della scienza, quella che oggi chiamiamo radiochimica.
D'altra parte l'importanza di Marie Curie va anche oltre i due Nobel e le sue fondamentali scoperte: permette infatti di enfatizzare il ruolo delle donne nella scienza in generale e nella chimica in particolare. E dell'importanza di questo ruolo, ad esempio, se ne rende conto anche Nature, che su Nature Chemistry pubblica la foto di seguito (un grazie per l'invio a Francesco Neve, i cui contributi al Carnevale sono più sotto nella seconda parte):
E' stata realizzata con un collage di 200 foto di altrettante scienziate, diventando la copertina del numero di NC di settembre di quest'anno (per la precisione il volume 3, numero 9). Su quello stesso numero compare anche uno splendido articolo di Michelle Francl, Sex and the citadel of science, dove la chimica statunitense si interroga su un paio di domande sicuramente molto interessanti:
Why are women still under-represented? A lack of ability or passion, or could it be that we create labs into which women don't quite fit?
Da ottima scienziata nel suo articolo mette in fila una serie di studi e rassegne per cercare più che di rispondere alla domanda di fotografare la situazione attuale. Sicuramente emergono nettamente le capacità di Marie Curie come scienziata, capacità che erano già state apprezzate da Rutherford quando andò a trovarla nel suo obiettivamente piccolo laboratorio (quello che all'inizio le era stato assegnato dalla Sorbona, prima che ne aprisse uno tutto suo):
It must have been dreadful not to have a laboratory to play around in
In effetti, sciolto qualsiasi dubbio su possibili cause naturali riguardo le capacità delle donne nella scienza, e constatato che le donne stanno aumentando la loro presenza nei laboratori e negli istituti di ricerca, resta probabilmente come unica spiegazione la difficoltà nel rompere con alcune convinzioni sociali ancora ben radicate non solo nel mondo in generale, ma anche in quello scientifico, tutte legate a una scarsa considerazione delle capacità delle donne. Questo rende ancora più importanti i premi vinti da Marie Curie e dalle sue discendenti, a iniziare dalla figlia Irene fino ad arrivare all'ultima vincitrice del Nobel per la Chimica, Ada Yonath nel 2009.
A questo punto, però, mi sono dilungato anche troppo: è giunto il momento di dare inizio alle danze!

Aspettando il Carnevale della Chimica

Nell'attesa del Carnevale della Chimica #11 che ci sarà tra circa 8 ore, ricordo attraverso lo screenshot del tweet di Paolo, che oggi è l'anniversario della nascita di Johannes van der Waals, quello dell'equazione di stato dei gas reali \[\left ( p + n^2 \frac{a^2}{V} \right ) (V - nb) = nRT\] dove $p$ è la pressione, $V$ è il volume totale della scatola che contiene il gas, $n$ il numero delle moli, $R$ la costante di Boltzman, $T$ la temperatura assoluta, $a$ una costante che misura la forza di attrazione tra le particelle del gas, $b$ una costante che misura il volume occupato dalle molecole.

Johannes e Jacqueline van der Waals
Poiché, vista la presenza odierna su questo blog del Carnevale della Chimica, non si può degnamente ricordare l'illustre chimico-fisico, rimando l'appuntamento con la sua biografia a una migliore occasione, mentre oggi ci avviciniamo al Carnevale con la mia traduzione della versione inglese, Child-eyes(1), di Kinderoogen, scritta da Jacqueline van der Waals, figlia di Johannes, Premio Nobel nel 1910:
Vedo sempre dal viso di un bambino
due occhi tristi su di me,
molto calmi e pazienti. Chiedono,
una domanda, che non riesco a comprendere.

Perché, oh occhi di bambino!,
perché da quel volto pallido,
quel volto pallido e innocente,
quello sguardo su di me?

Non posso darti alcuna risposta.
Oh! E non chiedetemelo così!
Ciò risveglia nel mio cuore un tumulto,
una tristezza, che non riesco a comprendere
(1) Per fare la traduzione ho prima realizzato una traduzione in inglese dall'olandese con Google Translate del ritratto della poetessa.

martedì 22 novembre 2011

Disperati

Non ci si rende conto di quanto si è realmente disperati fino a che non ci si trova di fronte a una scelta ben determinata, che fai più per costrizione che per altro. Ad esempio quando tra accettare una supplenza annuale ma di 6 ore perché c'è il classico detto dell'uovo e della gallina, certo che ti mangerai le mani quando ti capiterà una supplenza a 18 ore di un mese che non potrai accettare, avendo già una supplenza annuale per le mani. Che ovviamente hai accettato perché in qualche modo l'affitto va pagato e almeno così quello lo paghi fino a giugno.
Ovviamente sto parlando del sottoscritto, ma succede, capita di dover fare dei compromessi. Qualcuno dice: Hai due lavori, così. E in questo momento e fino a fine anno è giusto. Ma a Gennaio? Cosa avrò per le mani? Spero di riuscire ad avere la pazienza e la forza di trasformare questa supplenza da 1/3 del lavoro (e quindi anche 1/3 dello stipendio) come opportunità per cercare con maggiore serenità un lavoro decoroso o comunque una occasione per non dover più nell'ordine accettare le supplenze in generale e accettare queste in particolare. Senza pensare al fatto che avrò poco più dell'affitto in tasca.
Comunque vorrei chiudere questo piccolo sfogo con una immagine incredibile tratta da un bando che mi è capitato di leggere:

domenica 20 novembre 2011

Il paradosso del voto

Su Café Matemático c'è un interessante post sul paradosso di Condorcet. Vista l'attuale situazione politica e il probabile cambiamento della legge elettorale nel prossimo futuro, ho pensato bene di proporvi una traduzione di quel post. Per maggiori dettagli, comunque, vi rimando alla serie di 6 articoloni sui sistemi elettorali del trio dei Rudi. Altri interessanti post sono su L'alternativa e Cronache laiche.

Il paradosso del voto è una particolare situazione osservata dal marchese de Condorcet sul finire del XVIII secolo nel quale le preferenze collettive possono essere non transitive.
Supponiamo di avere tre candidati $A$, $B$, $C$. E' possibile che una maggioranza preferisca $A$ a $B$, un'altra maggioranza preferisca $B$ a $C$ e un'altra ancora preferisca $C$ ad $A$. Le decisioni adottate a maggioranza sarebbero dunque incompatibili con quelle adottate da un individuo razionale.
Esempio
Consideriamo un'assemblea di 60 votanti che devono eleggere uno tra tre candidati $A$, $B$, $C$. Le preferenze si distribuiscono nel modo seguente, dove $X > Y$ significa che $X$ è preferito a $Y$:
  • 23 votanti scelgono $A > C > B$
  • 19 votanti scelgono $B > C > A$
  • 16 votanti scelgono $C > B > A$
  • 2 votanti scelgono $C > A > B$
Secondo un procedimento di voto pluralista, $A$ vince con 23 voti, su $B$ con 19 e $C$ con 18 voti, per cui $A > B > C$.
Se però facciamo un confronto a coppie otteniamo:
  • 35 volte $B > A$ contro 25 volte $A > B$
  • 41 volte $C > B$ contro 19 volte $B > C$
  • 37 volte $C > A$ contro 23 volte $A > C$
Questo risultato porta alla preferenza maggioritaria $C > B > A$ che è esattamente l'opposto dell'elezione pluralista.

sabato 19 novembre 2011

Ipnotismi


Il Giornale | Leggo | Corriere (fonte immagine) | Liquida | Libero 24x7

Un periodo così

Bisogna aspettare solo che passi, quindi della novità recente, la presunta conferma dei neutrini superluminali, vi rimando a quello che ho scritto su Doc Madhattan, che è già più di quello che mi va di scrivere in questo periodo. Qui, invece, vi faccio un elenco dei link interessanti in italiano sulla faccenda:

Le Scienze con il primo annuncio e con alcune dichiarazioni di Giovanni Fiorentini
Quindi Amedeo Balbi e Marco Delmastro.

Nel post su FoS, comunque, scrivo qualcosa anche sulle prime osservazioni di una violazione CP nel decadimento del quark charm, che forse è la notizia scientificamente più solida della settimana. Il motivo è molto semplice: la violazione CP osservata non era teoricamente attesa. E visto che questa violazione è legata al fatto che il nostro universo è fatto di materia e non di anti-materia, potete immaginare quanto possa essere importante il risultato se venisse verificato, forse anche più di quello dei neutrini superluminali.

martedì 15 novembre 2011

Carnevale della chimica #11: giusto un reminder

Il Carnevale della CHimica sarà il 23 novembre. Su questo blog. Quindi, giusto per ricordarvi, dovete inviare i vostri contributi all'indirizzo
gianluigi [punto] ulaula [chiocciola] gmail [punto] com
Termine ultimo per l'invio il 20 novembre, con possibilità di accettare contributi che arrivino durante la giornata del 21 (se non siete troppi e non arrivate tutti in una volta of course!). Il Carnevale ricordo che è dedicato a Marie Curie, visto che nel mese di novembre ricorre l'anniversario della nascita, e all'illustre scienziata è anche ispirato il doppio tema, ovvero il contributo delle donne alla chimica e la radiochimica. Per una volta direi che sono riuscito a rispettare addirittura entrambi i temi in una volta sola (almeno per un carnevale che ospito, dico io!). Ovviamente sono sempre i benvenuti i contributi fuori tema.
Fate i buoni: diffondete il messaggio e proponete, come al solito, contributi di qualità!

lunedì 14 novembre 2011

Tim Berners-Lee e gli albori della rete

Flattr this
.mau. ha ricordato un po' di tempo fa il compleanno del web (o della rete). Con questo post provo a dare il Buon compleanno alla rete e quindi, in un certo senso, a tutti quanti, lettori usuali e casuali!
Tim Berners-LeeInternet così come lo conosciamo oggi nasce nei primi anni 90 del XX secolo al CERN. Padre della rete viene considerato Tim Berners-Lee (lista delle pubblicazioni), esperto in programmi di testo, e in programmi di comunicazione e di real-time (i programmi per le chat, per intenderci). Considerato il più influente scienziato di questi tempi moderni, iniziò ad occuparsi di sistemi di ipertesto nel 1980 con lo sviluppo di Enquire per poi dare vita alla World-Wide Web Iniziative nel 1989 (il proposal originario del 1989), alla quale si unì l'anno successivo Robert Caillau. I due sono in effetti considerati i padri della struttura che, con successivi aggiornamenti, consente di scambiare informazioni sulla rete, la cui effettiva fondazione, almeno dal punto di vista scientifico, è data da un trittico tra articoli e comunicazioni a conferenze: World-Wide Web: The information universe(6), World-Wide Web: An information infrastructure for high-energy physics(7), World-Wide Web(8), con i primi due scritti insieme a Jean-François Groff e Bernd Pollerman, unitisi al team nel 1991.
Nel primo di questi tre articoli, gli autori scrivono all'inizio della sezione intitolata The Dream:
Pick up your pen, mouse, or favorite pointing device and press it on a reference in this document —perhaps to the author's name, or organization, or some related work. Suppose you are then directly presented with the background material —other papers, the author's coordinates, the organization's address, and its entire telephone directory. Suppose each of these documents has the same property of being linked to other original documents all over the world. You would have at your fingertips all you need to know about electronic publishing, highenergy physics, or for that matter, Asian culture. If you are reading this article on paper, you can only dream, but read on.
La costruzione del sogno di Berners-Lee e soci parte da lontano, da uno storico articolo di Vannevar Bush, As we may think(1) dove l'inventore statunitense pose le basi per la costruzione di una rete tra scienziati attraverso quelli che oggi sono noti come ipertesti. La strada verso questo sistema di produzione dei documenti vede tra i protagonisti anche Douglas Engelbart(2), altro inventore statunitense, di origine scandinava, che sviluppò proprio gli ipertesti e le reti di computer, oltre ad essere uno dei precursori nello sviluppo delle interfacce grafiche per i software. La palla, dopo Bush ed Engelbart, passa quindi al CERN, a Berners-Lee, Caillau e collaboratori.
La struttura che il gruppo del CERN ha sviluppato è quella su cui si basa l'attuale internet, e la società o fondazione alla base dello sviluppo dei protocolli e dei linguaggi di markup, il W3 è oggi il W3C, World Wide Web Consortium. Il modello su cui si basa il progetto di Berners-Lee è schematizzato in questo modo:
Dei cinque punti contenuti nella primissima definizione del modello W3 vorrei evidenziarne un paio:
  • Indexes are documents, and so may themselves be found by searches and/or following links. An index is represented to the user by a "cover page" that describes the data indexed and the properties of the search engine.
  • The documents in the web do not have to exist as files; they can be "virtual" documents generated by a server in response to a query or document name. They can therefore represent views of databases, or snapshots of changing data (such as the weather forecasts, financial information, etc.).
In un certo senso questa strutturazione della rete sembra rispondere alle esigenze degli scienziati di costruire documenti molto più completi e semplicemente connessi uno con l'altro. Per costruire una architettura di questo genere è necessario sviluppare tre punti chiave:
  • a common naming scheme for documents
  • common network access protocols
  • common data formats for hypertext
Non è un caso che siano ancora oggi questi i tre elementi che il W3C e gli sviluppatori del web cercano ogni giorno di migliorare.

domenica 13 novembre 2011

Come fu che gli elvezi divennero neutrali

Zurix: Portateli lontano da qui! Mi hanno disonorato! Mi hanno obbligato a mentire riguardo all'inviolabilità della mia banca!
Formagginix
: Buongiorno, Zurix. Vengo a cercare i galli.
Zurix: Ne ho abbastanza di quei galli.
Formagginix: Calma, Zurix. Che dovrei dire io, che mi hanno obbligato a sporcare il mio albergo?
Zurix: Sono fatti questi che spingono alla neutralità.

(da Asterix e gli Elvezi, di Goscinny e Uderzo, dal volume Asterix e Obelix alla conquista del mondo, ed.Mondadori, trad.Luciana Marconcini)

sabato 12 novembre 2011

Le Alpi in timelapse

Cercando video sulla Via Lattea, ho scovato tra gli altri alcuni bei video, realizzati da Michael Rissi, sulle Alpi, la catena montuosa che fa da corona all'Italia, proteggendola dai venti del nord.

venerdì 11 novembre 2011

0,0909090909: Il gatto di Schroedinger e le potenze di 11

Secondo Uri Geller (via Peter Woit), oggi si dovrebbe aprire un portale con un altro universo!
L'idea, in effetti sembra alquanto originale, e Geller la supporta attraverso un mix di teoria delle stringhe e numerologia. D'altra parte questo miscuglio di indizi, un po' scientifici, un po' superstiziosi, è perfetto per un'opera di fantasia, una storia in parte magica in parte fantascientifica. E' ad esempio quello che ha fatto Grant Morrison con The Invisibles, fumetto di culto pubblicato in Italia dalla Magic Press e recentemente ristampato dalla Planeta DeAgostini. La serie a fumetti, dietro l'intrattenimento e l'uso della scienza e delle scoperte ancora non verificate, nasconde un intento politico, quello di raccontare il mondo e l'uso distorto che il potere fa dei mezzi di informazione. Non è però di questi aspetti che oggi voglio occuparmi, ma di quelli scientifici, in particolare dell'ipotesi dei molti mondi(1).
Ne Gli Invisibili, infatti, si combatte una guerra contro degli esseri provenienti da un altro universo. La base scientifica del fumetto è fornita dalla teoria delle stringhe in particolare: infatti il simbolo dei primi cristiani, il pesce, viene interpretato come una parte del simbolo dell'infinito, che a sua volta semplicemente rappresenta i due universi collegati uno all'altro, come due stringhe universali o due membrane (o brane, usando il gergo stringarolo). In effetti tutto inizia con il famoso gatto di Schroedinger: L'esperimento mentale del gatto venne proposto da Schroedinger nel 1935 con l'obiettivo di dimostrare i limiti della meccanica quantistica. Ciò che Erwin non poteva sapere allora era che sarebbe stato preso realmente sul serio. Da una parte alcune conseguenze del paradosso del gatto portavano all'ipotesi già accennata dei molti mondi, ma dall'altra ci furono tentativi per realizzare veramente un sistema che riproducesse l'esperimento di uno dei padri della meccanica quantistica.
Un primo tentativo andato, a quanto pare, a buon fine è quello di Jonathan Friedman e collaboratori(2), come scritto su physicsworld. Il gruppo ha, in effetti, realizzato una sorta di interferometro quantistico, abbreviato con l'acronimo SQUID, superconducting quantum interference device:
The simplest SQUID is a superconducting loop of inductance $L$ broken by a Josephson tunnel junction with capacitance $C$ and critical current $I_c$. In equilibrium, a dissipationless supercurrent can flow around this loop, driven by the difference between the flux that threads the loops and the external flux $\phi_x$ applied to the loop.

Schema dello SQUID
Grazie alla realizzazione nell'apparato sperimentale di cui sopra di ben due giunzioni, il gruppo è stato in grado di realizzare una sovrapposizione di stati:
Such a superposition would manifest itself in an anticrossing, where the energy-level diagram of two levels of different fluxoid states (labelled $| 0 >$ and $| 1 >$) is shown in the neighbourhood in which they would become degenerate without coherent interaction (dashed lines). Coherent tunnelling lifts the degeneracy (solid lines) so that at the degeneracy point the energy eigenstates are \[\frac{1}{2} \left ( | 0 > + | 1 > \right )\] and \[\frac{1}{2} \left ( | 0 > - | 1 > \right ) \, ,\] the symmetric and anti-symmetric superpositions. The energy difference $E$ between the two states is given approximately by $E = \epsilon^2 + \Delta^2$, where $\Delta$ is known as the tunnel splitting.
Per dimostrare l'esistenza dello splitting, condizione necessaria è che:
(...) the experimental linewidth of the states be smaller than $\Delta$(3). The SQUID is extremely sensitive to external noise and dissipation (including that due to the measurement of ), both of which broaden the linewidth. Thus, the experimental challenges to observing coherent tunnelling are severe. The measurement apparatus must be weakly coupled to the system to preserve coherence, while the signal strength must be sufficiently large to resolve the closely spaced levels. In addition, the system must be well shielded from external noise. These challenges have frustrated previous attempts5, 6 to observe coherence in SQUIDs.
L'osservazione, però, presenta una serie di difficoltà, come ad esempio l'estrema sensibilità dello SQUID al rumore, dal quale deve essere opportunamente schermato, e alla dissipazione, senza contare che l'apparato dovrebbe anche essere in grado di preservare la coerenza,
(...) while the signal strength must be sufficiently large to resolve the closely spaced levels.
Tutti questi problemi hanno influito sui tentativi precedenti(4, 5), e a tutti questi problemi trovano risposta i ricercatori guidati da Friedman:
Nella figura è mostrata la probabilità (misurata!) di realizzare una transizione al variare del flusso $\phi_x$. Le curve, che rappresentano diversi potenziali, sono state tutte spostate verso l'alto semplicemente per una visione più chiara dell'andamento (in effetti il loro picco massimo coincide con 1). Il comportamento quantistico del sistema macroscopico viene dedotto dall'esistenza dei due picchi, che al diminuire del potenziale si separano sempre di più e raggiungono un'ampiezza identica. I due picchi corrispondono dunque a due flussi macroscopici distinti che quindi si può concludere realizzano un vero e proprio gatto di Schroedinger macroscopico.
Uno tra i più recenti tentativi di realizzare un gatto di Schroedinger risale a quest'anno (via tumblr), frutto degli sforzi del gruppo di ricerca cinese guidato da Xing-Can Yao(6). I nostri, grazie al seguente apparato sperimentale:

mercoledì 9 novembre 2011

Osservatorio di Brera: A caccia di onde gravitazionali

Di onde gravitazionali se ne parla da quasi un secolo. Sono, infatti, una conseguenza della relatività generale di Einstein del 1916 ed erano note allo stesso buon Albert. Al momento non sono state ancora osservate direttamente(1), però ci sono in giro un paio di esperimenti che sono concentrati proprio sulla ricerca di questo tipo di onde. Uno è LIGO(2), un esperimento che si basa sull'interferenza tra raggi laser che viaggiano per chilometri nei deserti della Louisiana, e poi c'è il suo analogo, l'interferometro italiano VIRGO(3). E' a quest'ultimo esperimento che Giovanni Losurdo dell'INFN di Firenze sta collaborando, ed è proprio di onde gravitazionali che verrà a parlare a Palazzo Brera il 16 novembre alle 18 presso la Sala Delle Adunanze dell’Istituto Lombardo (capienza: 100 posti) in via Brera 28, a Milano, con una conferenza dal titolo: I segreti dell’universo oscuro: a caccia di onde gravitazionali:
E’ passato quasi un secolo da quando Einstein ha previsto l’esistenza delle onde gravitazionali, minuscole increspature dello spazio-tempo, che si propagano alla velocità della luce. Da decenni si sta cercando di rivelarle, usando tecnologie diverse e sempre più avanzate. Ma questo non è ancora avvenuto. Tuttavia, oggi siamo convinti che la scoperta sia a un passo, grazie ai rivelatori interferometrici di seconda generazione (Advanced Virgo, in Italia e Advanced LIGO). Oltre a dare una conferma clamorosa della teoria di Einstein la rivelazione diretta delle onde gravitazionali avrebbe una portata enorme per l’osservazione del cosmo. Consentirebbe infatti di aprire una finestra su quell’universo oscuro che non si lascia osservare in altro modo. Potremo cioè comprendere buchi neri e stelle super-dense, guardare indietro nel tempo, fino ai primi istanti della vita dell’universo. E le sorprese non mancheranno.
Losurdo, quello stesso pomeriggio, sarà anche ospite dell'Osservatorio, dove invece terrà una conferenza dal titolo The search for gravitational waves: Opening a new window on the Universe:

lunedì 7 novembre 2011

Ritratti: Marie Curie

Il 2011 coincide con il 100.mo anniversario del Premio Nobel assegnato a Madame Marie Curie, una opportunità per celebrare il contributo delle donne alla scienza.
E' così che il sito ufficiale dell'Anno Internazionale della Chimica elegge Marie Curie come uno dei simboli stessi del 2011 scientifico. E non poteva esserci simbolo migliore, poiché la scienziata polacca naturalizzata francese non solo è stata una delle prime donne a vincere il Premio o la prima a vincerlo per ben due volte, ma soprattutto ha ottenuto il riconoscimento in due ambiti differenti, la fisica nel 1903 e la chimica nel 1911, stabilendo di fatto, qualora ce ne fosse bisogno, lo stretto legame tra le due discipline.
Marie Skłodowska Curie nacque il 7 novembre del 1867 a Varsavia, quando ancora la Polonia faceva parte della Russia, in una famiglia di insegnanti: sia il nonno paterno Józef, sia il padre Władysław e la madre Bronisława erano infatti insegnanti nelle scuole della regione. In particolare fu il padre a indirizzarla verso la matematica e la fisica, mentre il suo agnosticismo sembra sia generato soprattutto dalla morte della sorella maggiore, Sofia, e della madre a causa del tifo, una scelta a metà strada tra l'ateismo del padre e il cattolicesimo della madre.
Ad ogni modo iniziò ad andare a scuola all'età di dieci anni nella stessa scuola dove insegnava la madre, dalla quale si diplomò il 12 giugno del 1883. A questi studi, però, non seguì nell'immediato nessun tentativo di accedere all'istruzione superiore: a causa della partecipazione della famiglia ai moti patriottici di quel periodo, la sua famiglia iniziò un lungo periodo di difficoltà economica, che costrinse di fatto Marie a fare per molti anni il lavoro della governante, per sostenere da una parte la famiglia in quel di Varsavia e dall'altra la sorella Bronisława, più grande di due anni, andata a Parigi per intraprendere gli studi di medicina.
Ci furono, a questo punto, due eventi che alla fine spinsero Marie a seguire la sorella. Da una parte, agli inizi del 1890, la sorella Bronisława, che si era nel frattempo sposata con Kazimierz Dłuski, aveva iniziato a insistere con Marie affinché si trasferisse nella capitale francese, dall'altra, però, Marie aveva iniziato una relazione sentimentale con il matematico Kazimierz Żorawski. D'altra parte non aveva alcuna preparazione di tipo universitario, che iniziò in patria frequentando l'Università volante.
Come detto a quel tempo Varsavia era sotto il controllo della Russia, che insieme alla Prussia fu la nazione che oppresse maggiormente la popolazione polacca (diversamente, invece, da quanto avveniva nell'Austria-Ungheria, il terzo impero ad essersi spartito la Polonia). In particolare, probabilmente anche in conseguenza alle rivolte delle popolazioni locali per riottenere l'autonomia (quelle del 1830-31 e del 1863-64), l'accesso all'istruzione superiore in particolare di tipo universitario era preclusa alla maggior parte dei polacchi. In questo contesto politico estremamente oppressivo si può immaginare come la situazione delle donne fosse anche peggiore.
Per tutti questi motivi a partire dal 1882 il movimento positivista polacco decise di proporre almeno agli abitanti di Varsavia una serie di corsi clandestini, che grazie all'impegno di una delle studentesse, Jadwiga Szczawińska, iniziarono a coordinarsi insieme creando una vera e propria università clandestina, la Uniwersytet Latający, resa in inglese come flying university o anche floating university. I programmi si sviluppavano in un arco di 5-6 e coprivano i campi di scienze sociali, pedagogia, filologia e storia e scienze naturali. Questa resistenza culturale durò venti anni, fino al 1905, e in questo arco di tempo oltre a Marie Curie, tra gli altri studenti si ricordano Zofia Nałkowska, scrittrice, e Janusz Korczak, pediatra e scrittore per l'infanzia. I suoi studi scientifici in Polonia, comunque, la portarono, durante questo breve periodo, a lavorare nel Museo dell'Industria e dell'Agricoltura.
Partendo da ciò, dunque, poteva sembrare impossibile che Marie avrebbe lasciato il suo paese natale, ma Kazimierz Żorawski interruppe la loro relazione con una lunga lettera e così nell'ottobre del 1891 Marie decise di raggiungere la sorella a Parigi. Qui iniziò gli studi in fisica, chimica e matematica alla Sorbona.
La laurea arriva nel 1893 e la porta a lavorare in un laboratorio industriale, senza però abbandonare gli studi sempre alla Sorbona fino alla laurea in matematica nel 1894. Il suo interesse per il magnetismo, invece, le consente di collaborare con Pierre Curie, l'uomo con il quale condivise la vita, sposandolo nel luglio del 1895, il lavoro di ricerca e un Nobel, quello per la fisica del 1903 insieme con Henri Becquerel:
in riconoscimento dei servizi straordinari che essi hanno reso nella loro ricerca sui fenomeni radioattivi
Con il termine radioattività si intende il decadimento radioattivo dei nuclei atomici. Non tutti i nuclei, infatti, sono stabili, e la prima osservazione documentata del fenomeno è di Becquerel nel 1896. Il contributo di Marie alla nascente nuova linea di ricerca fu, innanzitutto, la riproduzione dei risultati del collega francese(1).
Circa 15 anni prima Pierre e il suo fratello maggiore, Jacques, inventarono un nuovo tipo di elettrometro, uno strumento che serve per misurare correnti elettriche estremamente basse. Marie utilizzò l'elettrometro dei Curie per misurare le piccole correnti che attraversano l'aria attraversata dai raggi dell'uranio. L'aria umida del magazzino nel quale conduceva gli esperimenti tendeva a dissipare la carica elettrica, ma nonostante questo riuscì a realizzare delle misure riproducibili.
Dopo molti esperimenti, la fisica polacca arrivò alle stesse conclusioni di Becquerel: gli effetti elettrici dovuti all'uranio erano costanti, indipendenti cioè dallo stato, solido o polverizzato, puro o in un composto, umido o asciutto, esposto alla luce o riscaldato, dell'uranio. Inoltre confermò l'osservazione di Becquerel sull'emissione di raggi più intensi in minerali contenenti una porzione maggiore di uranio. Al lavoro del collega francese, però, aggiunse anche una importante ipotesi: la radiazione emessa dai composti dell'uranio era una proprietà insita nell'uranio stesso, qualcosa di spiegabile solo dalla struttura interna dell'atomo stesso:
(...) I reached the conviction that the emission of rays by the compounds of uranium is a property of the metal itself—that it is an atomic property of the element uranium independent of its chemical or physical state.(2)

domenica 6 novembre 2011

La risposta di Emanuele Mastrangelo

Dopo aver letto la mia ricostruzione, Emanuele Mastrangelo risponde a quel post con un lungo commento, che riporto a sua volta in un post apposito perché credo sia giusto proporre in questo modo (senza contare che a volte il sistema anti-spam di blogspot i commenti lunghi nella cartelletta apposita anche dopo la pubblicazione...) la sua ricostruzione dei fatti. Dopo molto pensare ho anche deciso di non aggiungere ulteriori commenti, lasciando al lettore facoltà di trarre le proprie conclusioni. Resto comunque a disposizione anche degli altri protagonisti della vicenda per dare loro possibilità di chiarire ulteriormente l'argomento in una situazione sicuramente più mediata come può essere quella di un blog.
Buona lettura:
Caro Gianluigi,
apprezzo la pacatezza del tuo discorso, ma incorri in una serie di errori.

Sui primi due blocchi, nulla quaestio, se non che il blocco per "attacchi personali" a Jaqen fu causato da un comportamento sprezzante e disonesto dell'admin in questione, che rifiutò di rispondermi e di assolvere ai suoi doveri - secondo "libretta" wikipediana, fino a provocare la mia risposta per ovvio esaurimento nervoso (tanto lui i pulsantini ce l'ha, io no...).

Sul primo blocco "per le fonti" rilevo che:

1) fui accusato d'aver "taroccato" le fonti su Luciano Garibaldi e Franco Bandini. Le "prove": una traduzione in inglese di un libro di Luciano e uno scritto di Bandini degli anni Settanta. Peccato che con Garibaldi io ci lavoro (e mi ha confermato che la pensa come me) e Bandini negli anni Ottanta cambiò idea e divenne capofila della tesi che portavo avanti.
Dunque io non falsificai nulla, semmai alcune fonti furono forzate contro di me per "farmi fuori".
Aggiungo anche che io non sostenni affatto la "mia" (che poi non è mia, và) tesi CONTRO le altre, ma sostenevo una versione NPOV, con linguaggio neutrale e che desse conto di entrambe le versioni storiografiche, quella della vulgata e quella revisionista.

Va anche aggiunto che nel processo-farsa io stesso pizzicai Montesacro che traduceva alquanto... liberamente un brano da google libri, e altri due forcaioli che citavano quel libro una frase sì e due no. Questo, a casa mia, si chiama "taroccare le fonti". Ma nessun provvedimento fu preso nei loro confronti.

Per il secondo blocco - quello definitivo - non c'è molto da aggiungere a quello che hai letto su "Storia in Rete". Io fui bloccato per la denuncia di un troll che cercò di dimostrare che "citavo le fonti in maniera falsa". Per provare questa cosa, citò a sua volta Oliva e Rusconi a pezzi e bocconi (con la qual cosa ovviamente si dimostra anche che il primo è un cuoco e il secondo un noto astrofisico). Mi venne dato il tempo di una risposta e prima che altri potessero dire "amen" partì il blocco.
Il tutto SENZA che io avessi fatto la minima modifica in NS0, ma solo perchè stavo ammucchiando fonti su fonti in discussione per sostenere la necessità che Wikipedia accogliesse la categoria storiografica della Guerra Civile in Italia (categoria accettata da TUTTA la storiografia italiana tranne quella schierata all'estrema sinistra).
Nota anche che due di coloro che intervennero ex post per difendermi sono stati bloccati, ed altri minacciati di provvedimenti similari, dopo che tutti avevano ampiamente dimostrato che non c'era stata falsificazione.
La condanna era dunque giunta per "incompatibilità col progetto". E per "progetto" devi leggere "con noialtri che ce la cantiamo e ce la suoniamo".

Questi sono i fatti.

Un'ultima cosa. Nonostante alcune recenti illazioni da parte dell'utente Sandrobt, TUTTI i miei contributi sono ampiamente in NS0: il mio lavoro su Wikipedia non è stato sottoposto ad alcun repulisti come ci si sarebbe dovuto aspettare nel caso di un "falsificatore di fonti". E sì che la cosa era stata chiesta anche da utenti influenti come Montesacro e Sergio (blackcat). Eppure, sta tutto là.
Direi che ciò basta per dimostrare quanto io fossi "dannoso" al progetto.

A disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
Emanuele Mastrangelo

sabato 5 novembre 2011

MaddMaths! #21 ottobre/novembre 2011

MaddMaths
Questa volta a pochi giorni dall'invio della newsletter sono pronto per presentarvi le nuove proposte dei MaddMaths! La situazione non è certo delle migliori, con molti italiani preoccupati per quello che sta succedendo in Liguria con le inondazioni. Staccare però l'attenzione da problemi così gravi con un po' di matematica, però, può essere per certi versi utile in momenti come questo. Prima di tutto, però, vi segnalo il feed rss con il quale è possibile seguire in tempo reale i nuovi articoli proposti dal gruppo guidato da Roberto Natalini. E visto che per una volta vengo prima del Carnevale della Matematica, non mi limiterò troppo nelle segnalazioni, per cui andiamo a incominciare:
Come far funzionare l'insegnamento della matematica
Questo mese ospitiamo un editoriale particolare: Sol Garfunkel, direttore del Consortium for Mathematics and Its Applications, e David Mumford, medaglia Fields, professore emerito di matematica alla Brown University, hanno posto un paio di mesi fa sulle pagine del New York Times il problema di cosa fare per migliorare l'insegnamento della matematica nelle scuole superiori americane. Il loro intervento, che abbiamo tradotto, ignorato per ora dai mezzi di comunicazioni italiani, ci è sembrato abbastanza rivoluzionario anche se non siamo nemmeno sicuri che sia effettivamente fattibile nei termini da loro proposti. Ma ci sembra un approccio stimolante e concreto da cui partire...
Il discorso, anche quello che si è sviluppato nei commenti, è estremamente interessante. Speriamo che ci saranno sviluppi e seguiti anche in Italia. Per intanto andiamo a vedere chi ha fatto per questo #21 il Test di Proust:
Enrico Giusti si sottopone al nostro test di Proust. Professore ordinario presso l'Università di Firenze, i suoi interessi di ricerca hanno riguardato principalmente le equazioni alle derivate parziali, le superfici minime, la geometria differenziale e la storia della matematica, con qualche incursione nella filosofia della matematica. Attualmente si occupa de "Il Giardino di Archimede", il primo museo completamente dedicato alla matematica e alle sue applicazioni. Inoltre, è autore di vari testi didattici e divulgativi, l'ultimo dei quali si intitola "La matematica in cucina".
Per L'angolo arguto, Diego Altobelli ci racconta de Il giorno in cui viaggiammo più veloci della luce (gli alieni ci parlarono in francese e ci dissero scemi)
Insomma, questi neutrini vanno o no più veloci della luce? La risposta prima della domanda, l'effetto prima della causa, l'omega prima dell'alfa, per capire le grandi rivoluzioni non devi essere per forza uno del mestiere. Il nostro concetto concreto, quotidiano dello spazio-tempo cambierà. Sicuro. Magari non domani ma cambierà. Il prima e il dopo non avranno più il senso che gli abbiamo dato finora.

giovedì 3 novembre 2011

Anniversari: Sputnik 2

Oggi è l'anniversario del lancio dello Sputnik 2. A bordo c'era la cagnetta Laika (anche in inglese), morta poche ore dopo l'inizio della missione.