Stomachion

mercoledì 3 marzo 2010

Il bar sotto il mare

More about Il bar sotto il marePremessa: è il primo libro del 2009 che ho letto. Scusate se ve ne parlo così tardi...

Se, come dicevo, il postumo A noi vivi contiene tutti gli elementi caratteristici di Heinlein che poi egli utilizzerà in ognuno dei suoi romanzi successivi, la stessa cosa la si può dire per Il Bar sotto il mare di Stefano Benni, il mitico Lupo.
Il libro è una raccolta di racconti uniti dal fatto che i narratori sono tutti avventori di un incredibile Bar sotto la superficie del mare dal quale, una volta entrati, si può uscire solo raccontando una storia, un po' come succede nella House of Mistery di Willingham e Campbell per i disegni del dampyriano Mario Rossi. In questo senso il recente Pane e tempesta recupera proprio questa struttura, in cui la vicenda che lega le varie storie è più complessa e essa stessa risulta un racconto contenitore delle vicende dei protagonisti.
Torniamo, però, al Bar sotto il mare. Benni, con i racconti contenuti nel libro, gioca con le situazioni grottesche e comiche tipiche della sua letteratura reinterpretando nei vari racconti i vari generi letterari, come poi farà separatamente nei suoi romanzi: giallo, horror (eccezionale in questo senso Oleron, molto lovecraftiano e narrato da un tizio che nella copertina di Giovanni Mulazzani è il ritratto preciso di Edgar Allan Poe), amore, sport. C'è poi la genuinità della vita di paese nei racconti degli abitanti di Sompazzo, in particolare i racconti Achille e Ettore, che reinterpreta il mito della sfida tra i due guerrieri acheo e troiano in termini caserecci: la sfida viene vinta da Achille perché Ettore, ormai abituato al liquore, beve inavvertitamente un bicchiere di cedrata che ne sconvolge il metabolismo; altrettanto vivido e genuino è Il pornosabato dello Splendor, dove si riscopre la bellezza dei cinema paesani, con un cartellone fatto alla bell'e meglio per divertire il variegato pubblico. In questo caso l'omaggio a Coppi, già presente in Achille e Ettore, diventa protagonista dell'esilarante finale.
In generale il racconto propone un modo di vivere il cinema molto più partecipato, con la popolazione riunita che commenta e interagisce con il film come se fosse a teatro, mentre la maschera del cinema si raccomanda di tenere i piedi nelle scarpe, almeno durante il primo tempo (questo mi ricorda una nostra gita al cinema, con un altro paio di amiche: il cinema scelto aveva in cartellone film piuttosto di nicchia che trovano poco spazio nella grande distribuzione pur non restando di minore qualità, dove ricevemmo una piccola disapprovazione su cui non mi dilungo oltre: peccato non essere stati nel corrispettivo dello Splendor!).
A titolo puramente esemplificativo vi propongo, comunque, il cartellone settimanale dello Splendor:
Domenica - Film Breve incontro con Trevor Ovard e Celia Gionson. Sentimentale americano per tutti. (la proiezione durò esattamente cinque ore e mezza a causa delle vecchiette mezzo sorde che pretendevano il riavvolgimento della pellicola per comprendere alcune parti del film)
Lunedì - Missione disperata - Con Gary Cooper - Guerra azione e bombardamenti per chi non ne ha avuto abbastanza. (la proiezione non giunse alla sua naturale conclusione a causa dell'intensa partecipazione degli abitanti del paese, che preventivamente muniti di fucili, spararono contro gli aerei giapponesi per abbatterli)
Martedì - I sette samurai. Per persone di una certa cual cultura (oltre ai letterati giunsero, per un disguid linguistico, anche i salumai. Il successo incredibile del film, però, diffuse una mania nipponica per il paese, tanto che i salumai affettavano e servivano con precise mosse da samurai accompagnate dai gridolini di rito)
Mercoledì - Riposo (...in trenta pagarono il biglietto e andarono dentro a dormire) Giovedì - Bambi - di Walt Disney - Una delicata fiaba per grandi e piccini. (...sessanta spettatori e trecento gelati)
Venerdì - Maciste contro il Minotauro - Con Maciste. Per tutti. (una delle proiezioni più partecipate della settimana con commenti, imitazioni delle mosse, suggerimenti al protagonista)
Sabato - Giochi proibiti di ragazze per bene - di Adults Only - Vietato ai minori di 16 anni. (proiezione difficoltosa. Giunto il pornosabato, infatti, il primo problema era rompere la timidezza per entrare a vedere il film. Fatto questo, i maschi così convenuti si prepararono a un sabato di interessante sollazzo, con anche un piccolo e povero intruso che venne accompagnato dalla madre, pensando che fosse il giorno della proiezione di Bambi: l'esperienza segnò il giovane in maniera indelebile per gli anni a seguire. Il secondo tempo, però, sconvolse l'intero paese, con un finale a sorpresa in cui anche il parroco venne preso dalla smania... ma sto correndo troppo e non posso anticipare più di così dell'esilarante racconto!)
Altro racconto che mi piace citare è Il più grande cuoco di Francia, dove Benni riversa tutta la sua passione per il cibo (tra l'altro i cuochi ritornano protagonisti proprio in Pane e tempesta), oltre a mettere in sacco il diavolo nell'ennesima opera letteraria. Altre citazioni vanno poi a Californian crawl, che scimmiota il genere beat; a Quando si ama davvero, racconto epistolare sull'amore e l'ipocrisia; l'esilarante ed epico La traversata dei vecchietti; La chitarra magica, che reinterpreta le leggende che sono circolate intorno a bluesman e jazzisti, omaggiando così uno dei generi musicali preferiti di Benni; Il folletto delle brutte figure, molto camilleriano nella narrazione (ricorda La concessione del telefono); I quattro veli di Kulala, che richiama le favole orientali. Alla chiusura del libro mi è venuta in mente una strana domanda che venne fatta al Lupo durante la presentazione di Pane e tempesta riguardo il fatto che la tecnica di Benni non era cambiata quasi per nulla in questi anni: suggerirei di confrontare quest'ultimo proprio con Il Bar sotto il mare, e poi possiamo discutere di come Benni in questi anni è cambiato, senza però abbandonare lo stile e i temi più cari a lui e ai suoi lettori.

Per gli altri Bar vedere: Bar Sport | Bar Sport Duemila

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