Network Bar

lunedì 19 gennaio 2009

Crimini impercettibili

Immagine di La serie di OxfordDimenticatevi de Le particelle elementari. E dimenticatevi anche de La solitudine dei numeri primi. In questo caso la scienza, in particolare la matematica, è protagonista assoluta, o quasi, de La serie di Oxford, che si potrebbe dire un romanzo sulla logica, la matematica e il crimine. Leggero, di lettura molto veloce, il romanzo di Guillermo Martinez si basa sulla ricerca di un serial killer che uccide in modo da far sembrare naturali le morti delle sue vittime e lancia ad Arthur Seldom, professore di matematica a Oxford, una sfida, lasciandogli dei messaggi con simboli particolari che riprendono, si scoprirà poi, una serie, quella dei pitagorici sui numeri naturali.
Il racconto è appassionate e diventa anche un modo molto bello e divertente di fare divulgazione matematica, con le discussioni tra Seldom e il giovane dottorato argentino venuto a Oxford per una borsa di studio e voce narrante della vicenda. Martinez crea una sorta di rapporto Holmes-Watson, con la differenza che i due sono, tranne che per l'esperienza, su un livello paritario nella comprensione della logica: Seldom e il giovane protagonista attraversano le pagine e animano un romanzo che ruota tutto intorno a un mistero che solo una mente matematica poteva elaborare, fino alla conclusione a tratti inaspettata (anche se, ad un certo punto, si intravede la soluzione finale, che viene però abilmente spazzata via dall'autore).
In particolare interessante la lunga scena che inizia con una discussione nel bar sul teorema di incompletezza di Gödel e finisce con una discussione sulle successioni di numeri e simboli in ospedale: interessante perché proprio le possibili soluzioni logiche di serie e successioni di numeri e simboli sono un esempio di incompletezza. Seldom cita alcuni test di logica, ideati da un suo amico, ma che probabilmente sono reali, in cui i più brillanti solutori avevano sbagliato solo una risposta, neanche tanto difficile. Il suo amico, Frank, parlando con costoro scopre che in realtà il loro errore era semplicemente una seconda soluzione corretta alla risposta posta. Per spiegarmi meglio prendiamo come esempio la serie costituita da 2, 4, 8. Quale è il numero successivo? Verrebbe da dire immediatamente 16, così che ogni numero è il doppio di quello che lo precede, ma andrebbe bene anche 14, in modo tale che la differenza con quello che lo precede cresce, ad ogni passo, di 2 (4-2=2; 8-4=4; 14-8=16) e altre possibili soluzioni ancora.
L'altra scena interessante è quella che inizia al capitolo 21, con uno spettacolo di magia splendido e misterioso al tempo stesso, che porterà Seldom, il narattore e Lorna, la fidanzata del narratore, ad un'interessante discussione sulla superstizione: Seldom asserisce che, in un particolare caso di omicidio, la tesi difensiva basata su teorie paranormali che non si reggevano in piedi, riuscì a prendere piede tra l'opinione pubblica anche grazie alla presenza di alcuni presunti esperti di paranormale, infatti
(...) tutta la città sposava l'idea e ci voleva credere, non per un eccesso di irrazionalità ma con giustificazioni che si pretendevano scientifiche.

Tutto questo, poi, raccontato nell'atmosfera elettrica di quei giorni in cui si stava organizzando a Cambridge un congresso estremamente particolare e storicamente importante per tutto il mondo della matematica, quello durante il quale Andrew Wiles presentò per la prima volta al mondo la dimostrazione dell'ultimo teorema di Fermat e della sua incredibile equazione diofantea.
Un romanzo di un matematico, un romanzo sulla matematica e sui pitagorici, un romanzo sulla logica, un romanzo stimolante, divulgativo e divertente. Se amate la matematica non potete lasciarvi sfuggire questo libro proveniente dall'Argentina. Buona lettura e buona matematica a tutti!

Nessun commento:

Posta un commento