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venerdì 31 ottobre 2008

Scoperte

Ciò a cui aneliamo perlopiù ci sfugge. Viaggiamo fino all'estremità della terra solo per scoprire che ciò che volevamo trovare se ne è andato un mese, un giorno, addirittura un minuto fa. Ci resta la sensazione che se solo ci fossimo decisi ad agire un po' prima, avremmo scoperto quel che cercavamo.

(da Il sogno di disegnare il mondo di James Cowan, trad. Emanuela Muratori)

giovedì 30 ottobre 2008

Droni d'Italia

Lo scorso cinque agosto il governo italiano ha annunciato che acquisterà quattro esemplari di droni spendendo 330 milioni di dollari, compresi ricambi, assistenza e corsi di formazione. I droni, per inciso ma non troppo, sono dei velivoli senza pilota utilizzati per fare ricognizioni e bombardamenti su zone particolarmente ricche di attività contraerea.

Conclude Concari che con la cifra spesa si potrebbe dar da mangiare dignitosamente a 10.400
persone per un anno. E non pensate che la notizia non sia verificata: leggete un po' cosa scrive il Corriere l'11 Ottobre.
Interessante, vero? Soprattutto considerando la grande quantità di tagli che il nostro governo sta facendo a destra e a manca...

mercoledì 29 ottobre 2008

Fuoco alle polveri

Forse era questo il titolo più indicato per Zeppelins West, presentato recentemente in Italia da Fanucci con il titolo di Fuoco nella polvere. Il suo autore? Joe R. Lansdale!
E già qui potrei fermarmi: come sapete, miei buoni e cari e pochi lettori, Lansdale è stata una illuminante scoperta di questo 2008 con la sua serie dedicata agli scalcinati e improbabili Hap e Leonard. E questo Fuoco nella polvere, se da una parte conferma le capacità del buon Lansdale come autore pulp, nel senso di autore a tutto tondo abile in molti generi, risulta però un puro gioco, un divertimento quasi fine a se stesso, senza nulla togliere alla gradevolezza della lettura e ai piccoli colpi, oserei dire di genio disseminati lungo tutto il romanzo.
Lansdale, infatti, riprendendo una moda ritornata in voga negli Stati Uniti grazie alla Lega degli Straordinari Gentlemen di quel genio che è Alan Moore, riprende in un universo parallelo alcune grandi glorie del west statunitense (su tutte Buffalo Bill) accostandole a grandi personaggi vittoriani come il mostro di Frankenstein, a uomini di scienza realmente esistiti come Morse, realizzando un romanzo un po' western, tanto steampunk e soprattutto molto divertente. La vicenda si divide in due parti: all'inizio il viaggio di Buffalo e compagnia su un dirigibile alla volta del Giappone per recuperare la perduta creatura assemblata da Frankenstein e in mano ai nipponici; quindi a causa dell'abbattimento dello zeppelin da parte dei giapponesi i nostri finiscono sull'isola di un chirurgo pazzo. Questa seconda parte, che si sviluppa sull'isola, costituisce anche la parte più corposa della vicenda, riprendendo un classico della letteratura fantascientifica, L'isola del dottor Moureau. Qui hanno un cammeo importante l'Uomo di Latta de Il mago di Oz e uno piccolo ma a modo suo geniale il conte Vlad Tepes, il famoso Dracula di Bram Stoker: Lansdale, in questo caso, si diverte a uccidere in maniera simpatica e terribile il mitico vampiro, facendolo divorare dagli uomini-bestia del dottore!
E il romanzo, in realtà, ha proprio in questa sua vena dissacrante l'orma distintiva, il marchio indelebile che lo rende una lettura divertente e godibile pur senza restare la migliore opera di Lansdale. In effetti mi sentirei di consigliarlo solo agli amanti dello scrittore statunitense (quale sono io), agli amanti del cinema di Mel Brooks e a tutti coloro che sono in grado di leggere una macedonia letteraria senza restare sconvolti perché troppo fedelmente legati ai riferimenti originali.

martedì 28 ottobre 2008

Polizia

Portarci via i soldi per il viaggio era come invitarci a rubare. Sapevano che eravamo al verde, che non avevamo parenti da quelle parti, e nemmeno lontani, a cui telegrafare per chiedere soldi. I poliziotti d'America conducono una guerra psicologica contro quegli americani che non li spaventano con documenti importanti e minacce. E' una polizia vittoriana; spia i cittadini da finestre cadenti, vuol sapere tutto e fabbrica i crimini se quelli esistenti non la soddisfano. «Nove righe di crimini, una di noia» diceva Louis-Ferdinand Céline.

(da Sulla strada di Jack Kerouac, trad. Marisa Caramella)

lunedì 27 ottobre 2008

Gli orsi in Sicilia

Immagine di La famosa invasione degli orsi in SiciliaLa Sicilia è una delle due isole principali dell'Italia (la secona è la Sardegna, la terza sarebbe dovuta essere la Corsica), posta giusto sotto lo stivale e separata dalla Calabria dall'anticamente terribile Stretto di Messina. Con un'idea travolgente e interessante, Dino Buzzati ambienta in un non meglio definito passato dell'isola La famosa invasione degli orsi in Sicilia. Dopo anni di ricerche, ispirate dalla lettura di Topolino e la valle degli orsetti del grande Massimo De Vita, riesco finalmente a trovare questo piccolo romanzo di Buzzati, il primo libro dell'autore lombardo che leggo.
L'opera di Buzzati si divide in due fasi: la prima, che ha come prologo il rapimento del figlio del re degli orsi, è l'invasione vera e propria della Sicilia da parte della comunità dei plantigradi che, spinti da un freddo intenso e terribile, vanno verso fondovalle in cerca di ristoro; la seconda narra del regno di re Leonzio in Sicilia e della permanenza degli orsi tra gli umani.
Gli orsi, soprattutto nella prima fase, vengono descritti come spiriti puri, a contatto con la natura, ma non per questo privi di sentimenti e difetti prettamente umani (Leonzio, per esempio, per la vergogna, preferisce dire che il figlio è caduto da un dirupo piuttosto che ammettere di averlo perso!). Nella loro discesa verso la valle non si aspettano le armi e le astuzie che gli umani mettono in campo contro di loro: la loro avanzata è così rallentata e i nostri eroi affrontano personaggi e luoghi inquietanti, rappresentati con un gusto un po' macabro ma comunque in voga già nei primi cartoni prodotti e realizzati da Disney e Iwerks. Giunti in città, in nostri resteranno per 13 anni e qui Buzzati rappresenterà come la società degli orsi venga negativamente influenzata da quella umana, come una società ingenua e contadina (si potrebbe dire) venga distorta e conosca l'inganno e il complotto, l'avidità e il doppio-gioco della... civiltà!
Buzzati ripropone, in forma favolistica, ma non per questo meno complessa, la contrapposizione già presente in Conan e che poi sarà marchio di fabbrica di un altro autore disneyano, Rodolfo Cimino, tra un rapporto più semplice e sincero tra gli esseri umani e uno, che spesso viene spacciato come civiltà, in cui la menzogna e l'inganno è spesso l'unico modo per comunicare con gli altri.
Una di quelle letture imprescindibili, e che personalmente possa essere un buon punto di inizio per la scoperta di un grande autore dell'immaginario italiano (da notare che le illustrazioni del libro, uscito per la prima volta a puntate su Il Corriere dei Piccoli, sono di Buzzati stesso).

domenica 26 ottobre 2008

Lezione di economia latina

Cartiglio: quanto segue sarà difficilmente comprensibile a chi non abbia familiarità con il mondo degli affari antichi. Tanto più che ai nostri giorni tutto questo sarebbe impensabile: nessuno tenterebbe di vendere qualcosa di completamente inutile.

Caius Assurdus: Al momento attuale la domanda di menhir è praticamente zero. Bisogna dunque usare creatività per provocare nell'acquirente potenziale un bisogno dinamico... Scegliamo perciò gli elementi che ci permetteranno di circuire il nostro bersaglio...
La gente compera,
A: ciò che è utile;
B: ciò che è comodo;
C: ciò che è divertente;
D: ciò che fa invidia ai vicini.
D: ecco l'addentellato che ci interessa!
Una campagna impostata su una strategia di prestigio dovrebbe permetterci di far presa su una vasta clientela, suscettibile di assorbire rapidamente tutte le giacenze.
Otterremo l'identificazione immediata del prodotto con l'iterazione incessante delle qualità del prodotto stesso...
Possiamo definire le qualità come segue:
A: Inconsumabilità
B: Solidità
C: Altre...
Non faccio dunque un prospetto azzardato se indico come si svilupperanno ben presto i risultati più positivi.
Cesare: Eh?
Caius: Secondo me i menhir li venderai facile!

(da Asterix e la Obelix SpA, di Goscinny e Uderzo, dal volume Asterix - Le storie più belle, ed.Mondadori , trad.Fedora Dei)

sabato 25 ottobre 2008

Apocalisse tascabile

Immagine di Apocalisse tascabile
In Livello 7 Roshwald rinchiuse un gruppo di persone in una struttura sotterranea a prova di radiazioni, un po' come Aldani in Eclissi 2000, e costruì un mondo separato dalla superficie che si stava preparando per le generazioni future, con tanto di struttura e leggendo un po' come accadeva in un passato lontano ai protagonisti di Universo di Heinlein. La struttura, infine, era quella del diario in prima persona e accompagnava il lettore alla catastrofe finale, la fine del genere umano sulla Terra, in una sorta di versione più apocalittica e generalizzata de Le avventure si Arthur Gordon Pym di Poe. L'attenzione di Roshwald era tutta puntata sugli armamenti nucleari e sulla loro pericolosità e, soprattutto, su quanto in effetti fosse ancora più pericoloso automatizzare il processo: non solo venivano fortemente criticati gli stessi armamenti, ma anche il sistema di gestione degli stessi.
Qualcosa di simile, anche se inserita in un romanzo di tenore diverso, avviene in Apocalisse tascabile, recentemente proposto dalla Mondadori per la prima volta in Italia su Urania n.1539.
Tre i protagonisti negativi della vicenda: gli armamenti nucleari, Gerald Brown e Peter Schumacher. Sui primi ben poco c'è da aggiungere: vediamo, quindi, gli altri due.
Brown, invece, è un arrivista della marina, secondo su un sommergibile agli ordini del capitano John Q. Johnson. Una sera, in preda all'ira e ai fumi dell'alcool, uccide il capitano e, per evitare la corte marziale, decide di trasformarsi nel primo pirata nucleare sottomarino della storia. La sua sete di potere, il suo desiderio di apparire sempre e comunque sui giornali, di essere sulla bocca di tutti, dall'uomo della strada ai governanti dei paesi civilizzati, lo spinge a una serie di ricatti prima agli Stati Uniti, poi alle altre nazioni in modo da ottenere soldi, liquori e donne.
Schumacher, invece, è, in un certo senso, il prodotto della reazione del governo statunitense alla nascita di Brown: per evitare il ripetersi di un nuovo caso Polar Lion (così si chiama il sottomarino pirata), le alte sfere decidono di mettere nelle posizioni di responsabilità persone di alta rettitudine morale e comprovata fede cristiana. Purtroppo uno di questi è proprio Peter Schumacher, un fanatico religioso che, credendo che i suoi sogni sono messaggi divini, inizia una crociata contro la corruzione imponendo ai vari governi di promulgare leggi proibizioniste con l'alcool e ogni altro genere di vizi.

venerdì 24 ottobre 2008

I moti della ricerca

Mentre ci stiamo impegnando per sensibilizzare e pubblicizzare al massimo le motivazioni del no alla manovra finanziaria dell'attuale governo, c'è chi in Sicilia e nel Sud in generale non ci aiuta per niente...
Ogni altro commento viene lasciato alla sensibilità dei lettori!

giovedì 23 ottobre 2008

La serenità dello scienziato

È normale che ci siano persone che lavorano con enormi sacrifici, dedicando la loro vita alla scienza, senza ricevere il Nobel.

Sono le parole di Douglas Prasher, oggi autista una decina di anni fa ricercatore universitario, biochimico. La sua ricerca ha permesso a Roger Tsien e Martin Chalfie di vincere il Nobel 2008 per la chimica.
E il pensiero va subito alle polemiche sul mancato Nobel per la fisica a Cabibbo: decisamente una grande differenza di stile!

mercoledì 22 ottobre 2008

Soffocare

Immagine di SoffocareL'opera migliore di un autore spesso è la prima che si legge. Le altre possono al massimo uguagliarla, difficilmente superarla, più spesso risultano inferiori, anche se non di molto. O almeno così accade a me con la maggior parte degli scrittori, soprattutto quando ho ancora molto da leggere dell'autore in considerazione. A questa regola non sembra sfuggire nemmeno Soffocare di Palahniuk: da una parte abbiamo una sinossi semplice, in cui un sessodipendente medico mancato ogni sera va in un ristorante diverso e fa finta di soffocare. E ogni sera c'è sempre qualcuno che lo salva. E molte di queste persone gli resteranno attaccate, inviandogli bigliettini d'auguri e spesso anche delle donazioni in denaro. In questo modo Victor Mancini, il protagonista, riesce a pagare le cure della madre. Sicuramente un altro autore, con questa sinossi, si sarebbe perso, banalizzando magari l'intera vicenda. Palahniuk invece non risparmia nessuno: dal suo protagonista fino alla società che lo circonda, che per potersi ripulire la coscienza deve aggrapparsi alle fandonie di un piccolo mentitore. In sostanza lo scrittore statunitense, con intelligenza, riesce a mettere in discussione una società e una serie di comportamenti che si fondano sulla finzione e sull'appagamento.
Non sarà Fight Club, ma certo Soffocare resta un buon romanzo comunque da leggere!

martedì 21 ottobre 2008

Il pesce, il sindaco e le monete

Non voglio farvi la recensione di un libro fantasy (o di qualsiasi altro genere) ispirato alle Cronache di Narnia, né voglio proporvi un mio racconto ispirato all'opera di C.S.Lewis, ma è semplicemente la naturale prosecuzione dei post sulla crisi e l'ambiente della settimana scorsa.
Innanzitutto il pesce: come e forse più delle altre risorse della Terra, il pesce sta iniziando a mostrare i suoi limiti di riproducibilità a fronte di un ritmo di consumo eccessivo e concentrato. In pratica il pesce sta diminuendo perché i pescatori del mondo stanno pescando a un ritmo più veloce rispetto a quello di cui hanno bisogno i pesci per riprodursi. La conseguenza prima e più evidente è in Europa, con le recenti proteste dei pescatori che si lamentano della concorrenza, che pretendono aiuti economici e che vogliono tutti pescare e tutti con gli stessi mezzi altamente competitivi. In testa alla protesta, ovviamente, i nostri: notizia sicuramente vecchia, di Luglio, ma le considerazioni restano purtroppo drammaticamente reali, perché nulla sembra essere cambiato.
Sempre di Luglio è la notizia dell'opposizione del sindaco di Gela al progetto di un impianto eolico, perché paesaggisticamente controproducente al turismo (o per meglio dire agli affari turistici e relativi introiti per l'erario comunale). Interessante come in un'Italia in cui la guerra al paesaggio, alle foreste e alle acque è stata fatta in nome del progresso e che ha portato molte vittime umane (causate da inondazioni e smottamenti che, con una maggiore cura del territorio sarebbero state evitate), un piccolo sindaco di un piccolo comune di una piccola regione, per quanto si sia coperto di molte iniziative meritorie, preferisca sacrificare l'ambiente e la possibilità di un reale sviluppo energetico del territorio in nome del turismo e non già della difesa del paesaggio.
Finché sarà questa l'idea di sviluppo dell'Italia, fondata come in molti altri paesi dell'Occidente sull'oro e sull'accumulazione della ricchezza, sarà difficile trovare uno sbocco serio. Probabilmente si arriverà a un prevedibile collasso del sistema economico, di questo attuale sistema economico, almeno, come in un certo senso sembra proporre Ugo Bardi in questo post dedicato all'oro dei nostri tempi. Se comunque ci soffermiamo ad esaminare l'articolo 1 della nostra costituzione:
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro

allora probabilmente abbiamo quello che dovrebbe essere il vero valore del denaro: esso dovrebbe rappresentare non già una ricchezza da accumulare ma un modo per testimoniare il lavoro di una persona. Forse è utopia, ma se non ci autodistruggiamo prima con qualche guerra devastante, probabilmente solo il crollo dell'economia potrà salvarci.

P.S.: nel frattempo i nostri governi provano a salvare le banche con interventi che, generalmente, sarebbero sanzionati dall'Unione Europea. Leggere per farsi un'idea il recente intervento di Pietro Cambi.

lunedì 20 ottobre 2008

Tornare a casa

E dopo una giornata di viaggio, torno a casa. Dopo una nuova esperienza milanese, torno a casa.
Il viaggio è stato tranquillo: ho prima finito Urania 1539, i due racconti messi in appendice ad Apocalisse tascabile di Roshwald, quindi sono passato e ho finito La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Dino Buzzati e, infine, ecco Fuoco nella polvere di Joe Lansdale, la cui lettura ho concluso a casa.
Tutto questo, in un certo senso, mi ha anche consentito di non riflettere tanto su questo piccolo fatto: da una parte avevo una gran voglia di andare via, tornare a casa; dall'altra non ne avevo alcuna intenzione...

domenica 19 ottobre 2008

Il treno

«Si sta dimostrando davvero molto utile», disse la Seconda Voce. «Come vacanza e ristoro. Ottimo per la convalescenza; e non solo per questa, perché per molti è la migliore introduzione alle Montagne. In certi casi, fa veri e propri miracoli. Ve ne mando sempre più, e di rado capita che debbano tornare».
«Già, proprio così», confermò la Prima Voce. «Credo che dovremo dare un nome alla regione. Lei, che cosa propone?».
«Il Facchino ha già risolto la questione tempo fa», rispose la Seconda Voce: «"Il treno per Niggle's Parish è in partenza". E' da un pezzo che lo annuncia. Niggle's Parish*. Ho mandato un messaggio a tutti e due, per informarli».
«E che han detto?»
«Si son messi entrambi a ridere. A ridere tanto che le Montagne ne achegiavvano».

*parish: parrocchia; to niggle: gingillarsi, perdere tempo.

(da «Foglia», di Niggle di J.R.R.Tolkien, all'interno di Albero e foglia, trad.Francesco Saba Sardi)

sabato 18 ottobre 2008

Quanto costa proteggere la salute dei nostri nipoti e pronipoti?

Per l'Italia costa troppo, è uno sforzo e una sfida che non vale il futuro delle prossime generazioni, troppo lontane. E' la stessa ottica che ha trasformato quei pochi contadini ribelli che si rifugiarono sulle montagne per non sottostare al governo centrale dei Savoia (governo centrale che all'inizio stava bene solo al Nord!) nelle moderne organizzazioni criminali dei nostri tempi, oggi impegnate sy fronti legali della finanza e della moda.
L'Europa, consapevole del pericolo che incombe sull'economia reale, trovi una sintesi su temi altrettanto importanti, come quello della tutela dell'ambiente, ma sicuramente meno emergenziali rispetto alla crisi finanziaria e al rischio di recessione.

Continuare a considerare, come fa Schifani e con lui tutto il mondo politico (non penso che, nonostante tutte le belle parole dell'opposizione in questo momento, se fossero stati al governo avrebbero avuto una posizione differente!), che l'attuale crisi finanziaria sia slegata dai problemi ambientali non solo è probabilmente sbagliato, ma rischia di acuire la crisi stessa, di posporre il problema a quando questo diverrà irreversibile (sempre che non lo sia già), almeno nell'ottica delle generazioni umane. In fondo la salute dei cittadini e la conservazione di quell'ambiente che è casa di tutti è subordinata ai soldi in tasca, alla ricerca di una impossibile ricchezza generalizzata, che per inciso esiste se non la si quantifica con il denaro e quindi con l'attuale sistema economico.
Alle parole di Schifani fa eco Brunetta:
E' una follia! L'Italia bene ha fatto a rallentare i processi decisionali anche perché sarebbero costati dieci miliardi di euro in più al 2020. Non ce lo possiamo permettere e non è giusto. Noi vogliamo un ambiente pulito. Vogliamo controlli di tipo ambientale che non uccidano però le nostre imprese e le nostre famiglie.

Peccato che senza controlli ambientali, le nostre famiglie le uccidiamo comunque, certo poco alla volta, ma le uccidiamo comunque, il tutto restando dell'idea che, finché i vivi stanno bene, saranno problemi di quelli che stanno nascendo ora o che dovranno ancora nascere.
E tutto questo perché l'Europa ha detto no alle richieste dell'Italia.

venerdì 17 ottobre 2008

Gomorra a Milano

Per la serie Gli Incontri con i protagonisti, ieri sera alle 18:00 allo Spazio Eventi della Mondadori di Piazza Duomo si è tenuto in incontro di presentazione sullo spettacolo teatrale Gomorra, che giunge a Milano dove verrà rappresentato fino al 9 Novembre al Teatro Leonardo. All'incontro, presentato da Antonio Calbi, hanno partecipato Mario Gelardi, regista e co-autore dello spettacolo insieme a Saviano, Gianni Barbacetto, giornalista, Ferdinando Bruni, direttore artistico di Teatridithalia e Sergio Escobar, giunto con alcuni minuti di ritardo, direttore del Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa.
L'incontro è iniziato con l'assenza/presenza aleggiante di Roberto Saviano che, a causa dei recenti eventi che lo hanno spinto a inviare una lettera a Repubblica, ha deciso di non presentarsi all'incontro. In un certo senso al suo posto si è presentato Gianni Barbacetto e alla fin fine suoi e di Gelardi gli interventi più lunghi e appassionati, anche se interessanti sono anche state le idee messe nella discussione da Escobar e le testimonianze degli attori dello spettacolo.
In sintesi Gelardi racconta delle genesi dell'opera: iniziata quando ancora Saviano stava concludendo il testo del libro, viene costantemente revisionata per tenerla aggiornata e al passo con una realtà in costante evoluzione. In questo senso, a un certo punto, un appassionato Gelardi si scaglia contro certa critica per sottolineare le sue idee: non era sua intenzione quella di presnetare un prodotto artistico intriso di metafore e quant'altro, ma una rappresentazione quanto più fedele possibile della realtà. Egli, e con lui Saviano, voleva andare al cuore del problema, in maniera diretta e senza compromessi. Si accoda a Gelardi Escobar che esalta le qualità di denuncia e di istigazione alla discussione dell'opera teatrale nel suo complesso.
Degno di nota e accolto da una pioggia di applausi l'intervento di Barbacetto, sullo stesso tenore del suo articolo uscito nel blog di Franca Rame: omicidi in stile mafioso, arrivo della 'ndrangheta, della camorra, di cosa nostra in quel di Milano per gestire affari e politica, nomi e cognomi citati senza problemi (vedi anche La camorra torna a uccidere). Ciò che resta interessante e che durante l'intervento di Barbacetto balza subito agli occhi è come simili omicidi di mafia non sono mai presenti nelle cronache nazionali, quando invece stragi in Calabria, Sicilia, Campania, o stragi internazionali a loro ascrivibili, sono spesso presentate al pubblico, così come le corrispondenti azioni di polizia. Le indagini e gli arresti e gli omicidi mafiosi nel nord Italia e in particolare in Lombardia non vengono mai comunicati all'opinione pubblica. E pensare che ho passato, fino ad ora, poco più di sei mesi qui a Milano, e solo in un'occasione mi sono accorto di un omicidio di 'ndragheta in zona! Tra l'altro, per assurdo, le ultime notizie criminose sulle 'ndrine a Milano le ho apprese quest'estate, una volta rientrato a Cosenza, sulle pagine di CalabriaOra, che ha dedicato una serie di servizi alle attività criminali calabresi nel capoluogo lombardo (vedi, ad esempio, la morte di Carmelo Novella, o l'inchiesta su Buccinasco, nell'hinterland milanese, considerata la Platì del Nord).
La cosa più bella dell'incontro, oltre ai commenti sull'irrisolto problema della spazzatura a Napoli (solo perché si sono ripuliti i quartieri in, non vuol dire che il problema è stato risolto), sono stati, appunto, gli applausi a Barbacetto: personalmente mi sarei aspettato una fuga generale da parte degli spettatori, cosa che, invece, non è avvenuta.
Alla fine un bell'incontro, una discussione animata e interessante, conclusa con le testimonianze degli attori e poche e sintetiche domande da parte del pubblico.
Se potrò (cosa molto difficile), cercherò di andare a vedere lo spettacolo teatrale, dopo aver letto il libro e visto il film, e in ogni caso consiglio anche a voi una delle esperienze più multimediali in assoluto che si possono fare in questo momento: indipendentemente da quello che pensate di Saviano e del suo intervento a Matrix dell'altra sera, ciò che dice non è comunque meno giusto o meno vero, purtroppo.

Vedi anche: Solidarietà per Roberto Saviano

giovedì 16 ottobre 2008

L'Italia e la crisi ambientale

Che esista una crisi ambientale è ormai noto. Che questa crisi ha portato a un diffuso effetto serra, a una qualità dell'aria respirata in città piuttosto bassa, è cosa ormai nota e assodata. Che tutto questo abbia anche portato a effetti piuttosto globali sul clima è, per quanto non completamente assodato, abbastanza accettato. Per questi e altri motivi, quindi, le maggiori nazioni industrializzate si sono impegnate a ridurre le emissioni di anidride carbonica. Ciò da solo non basterebbe: bisogna abbinare anche una politica volta alla conversione delle fonti di energia utilizzate, passando gradualmente verso le fonti rinnovabili. A tale obiettivo è volto il Pacchetto 2020 dell'Unione Europea, che in particolare all'Italia chiede una riduzione di circa il 5,2% dei gas inquinanti e per contro un aumento del 17% delle fonti rinnovabili.
Tutto questo discorso è solo la premessa alla posizione del governo italiano, che per mano del ministro Ronchi proverà a chiedere all'Europa una deroga sui tempi, asserendo che
Condivido la sostanza, ma in un contesto che vede saltare il sistema finanziario ed economico mondiale, se non rimodulato nei tempi e nei parametri, il Pacchetto avrebbe un impatto devastante sulla competitività delle nostre imprese.

In effetti il pacchetto richiederebbe all'Italia una spesa tra i 23 e i 27 miliardi di euro: tali costi, stimati dal nostro governo, sono di circa 30 volte superiori a quanto stimato in sede europea. Probabilmente l'Italia, che sta investendo nell'istruzione e nella ricerca sempre meno, utilizzando la crisi economica come scusa, preferisce continuare sulla strada dell'inquinamento, di una industria classica che consuma senza controllo, piuttosto che puntare su fonti efficienti e rinnovabili, in grado di generare anche nuovi posti di lavoro (come ad esempio in Germania: 250.000 posti!).
Eppure le idee in Italia ci sono: aerei e frigo solari, energia solare distribuita, e chissà quante altre idee.
Da notare, poi, che le critiche al pacchetto vengono, guarda un po', dai petrolieri!
In definitiva, mentre le altre nazioni europee continuano ad essere avanti rispetto all'Italia (significativo il percorso italiano al nucleare, così in ritardo rispetto agli altri paesi, che rischiamo di avere delle centrali nucleari pronte quando gli altri le staranno smantellando per non rimetterle più! - forse la posizione è troppo generalizzata, però siamo in Italia e potrebbe benissimo succedere così), la nostra nazione preferisce andare piano, mantenere le posizioni che fanno comodo ai grandi produttori, a un sistema economico che non tiene conto della finitezza del pianeta.
Comunque l'Europa, per fortuna, decide di respingere la richiesta di proroga del governo italiano:
Flessibilità per raggiungere questi obiettivi sì - ha detto Barroso - ma dobbiamo mantenere chiaramente l'obiettivo di una riduzione almeno al 20% dei gas serra. Non vedo alcuna ragione di cambiare questi obiettivi. Tutti ora anzi vanno dicendo che dobbiamo aver imparato la lezione, dovremmo anzi aver agito prima, tutti gli argomenti sono a favore di un maggiore impegno.

Maggiore impegno che, speriamo, ora il governo italiano vorrà prendere, perché in ogni caso, se si vuole uscire dall'attuale situazione di crisi globale, bisogna comunque ripensare alle abitudini quotidiane.

Ulteriori approfondimenti su Blogosfere, NRGLab e QualEnergia.
Buona lettura e... buona fortuna!

martedì 14 ottobre 2008

Crisi economica

Ciò che mi ha maggiormente colpito in questi ultimi giorni sui commenti alla crisi economica in atto è che nessuno o quasi ha messo in dubbio che la crisi sia dovuta a una crisi più generale del modello economico, della visione economica della Terra e del lavoro dell'uomo. E all'interno di questo stesso modello sembrano muoversi i governi europei che propongono una soluzione, forse efficace visto che le borse mondiali hanno avuto balzi da record, raccolta in un documento unitario.
Andiamo a leggerlo:
1) I sistemi finanziari contribuiscono in modo essenziale al buon funzionamento delle nostre economie e sono dunque un prerequisito necessario per la crescita di un alto livello di occupazione. Milioni di depositanti hanno affidato la loro ricchezza alle nostre istituzioni finanziarie. Le conseguenze della corrente crisi dei mercati finanziari mettono in pericolo il ruolo economico cruciale del sistema finanziario.

E già questo inizio dice tutto sulla posizione economica e politica dei governi europei: massimo rispetto verso il sistema e il modello attuali, senza critiche a esso, ma con interventi sullo stesso.
2) Dall'inizio della crisi, abbiamo agito per affrontare le sfide poste al nostro sistema finanziario: ci siamo impegnati a intraprendere azioni decisive e ad usare tutti gli strumenti disponibili per sostenere istituzioni rilevanti e prevenire il loro fallimento ed abbiamo agito efficacemente in diversi casi; abbiamo aumentato la trasparenza e rivelato l'esposizione delle banche; abbiamo aumentato la protezione di garanzia dei singoli depositi.

Sostegno, prevenzione, protezione da parte dei governi: il massimo per i finanzieri!
3) Ulteriore azione concertata è necessaria con urgenza considerati i persistenti problemi del finanziamento delle banche e il contagio dalla crisi finanziaria all'economia reale.

In effetti il problema delle banche è abbastanza complesso: il sistema economico e finanziario si fonda tanto, forse troppo sulle banche e sulla loro solidità. In effetti buona parte degli stati industrializzati e quasi tutti quelli in via di sviluppo sono finanziariamente in mano alle banche, che possono scegliere chi e come finanziare. Una crisi economica in un tale sistema potrebbe tranquillamente essere dovuta non solo alla sempre maggiore diminuzione delle risorse non rinnovabili e a uno sconsiderato sfruttamento di quelle rinnovabili, ma anche a giochi finanziari e politici degli stessi istituiti bancari, che per proteggere le loro posizioni di potere potrebbero spingere i governi mondiali a misure di sostegno e protezione.
E' troppo fantascientifica questa ipotesi da finanza casalinga? (o forse, semplicemente, leggo troppi invisibili!)
4) Confermiamo oggi il nostro impegno ad agire insieme in un modo decisivo e comprensibile per restituire la fiducia e il giusto funzionamento del sistema finanziario, con lo scopo di restituire appropriate ed efficienti condizioni di finanziamento per l'economia. In paralleo gli Stati Membri sono d'accordo per coordinare misure per affrontare le conseguenze della crisi finanziaria sull'economia reale, in linea con le conclusioni dell'Ecofin del 7 Ottobre. In particolare, vediamo con favore la decisione della Banca europea d'investimento di destinare 30 miliardi di euro a sostenere le piccole e medie imprese europee e il suo impegno a dispiegare la sua capacità per intervenire in progetti di infrastrutture.

Probabilmente il punto più condivisibile di tutto il documento, perché dimostra l'idea di procedere insieme verso un unico obiettivo. Quest'ultimo è opinabile, così come il modo per raggiungerlo.
5) Come membri dell'area dell'Euro, condividiamo una comune responsabilità e dobbiamo contribuire a un approccio europeo comune. Invitiamo i nostri partners europei ad adottare i seguenti principi in modo che l'Unione europea nel suo insieme possa agire unitariamente ed evitare che misure nazionali influiscano sul funzionamento in modo opposto [...]

E dopo questo, l'economia riparte (forse!).

A margine vi propongo un paio di post interessanti:
* Non sarà un nuovo '29
* Ho 30 anni, un master e non trovo lavoro
Grazie per la cortese attenzione. Ci vediamo su un altro pianeta (si spera ma ci credo poco!).

lunedì 13 ottobre 2008

Video gioca su YouTube

Non è un gioco molto raffinato (in effetti il modo migliore per ottenere della buona interattività è utilizzare il flash), ma resta comunque un primo interessante esperimento nella videoludica.


Prossimamente, comunque, vi presenterò un nuovo esperimento d'interazione su YouTube.
Per intanto, buon divertimento!

domenica 12 ottobre 2008

Voyager...

Parlare ai lettori di questo libro di fenomeni paranormali - spiritismolettura della mano, cartomanzia, divinazioni - parlare di ufo, di astrologia, di oroscopi, di omeopatia e guaritori vari, parlare di new age, parlare di statue piangenti e di tanti altri vezzi e superstizioni che ancora affliggono il genere umano alla soglia del terzo millennio, sarebbe far torto grave alla loro intelligenza, visto che si tratta di una fenomenologia agli antipodi della scienza e della conoscenza. Uno spettacolo anch'essa, come la scienza, ma non delle meraviglie della natura, bensì soltanto della dabbenaggine umana.

(da La fisica sotto il naso di Andrea Frova)

P.S.: probabilmente coloro che fanno torto dell'intelligenza dei loro fruitori sono tanti e continuano ad avere successo. Forse troppo. Buona navigazione a tutti!

sabato 11 ottobre 2008

E i draghi iniziarono a danzare

Immagine di EldestAnche se tutto è avvenuto solo alla fine del romanzo, con la sfida tra Castigo, il drago rosso al servizio con l'inganno di Galbatorix, e Saphira, la dragonessa di Eragon, tutto il romanzo è tra le altre cose imperniato sull'attesa della sfida tra quest'ultimo e Galbatorix stesso, quindi comunque sull'attesa di una sfida tra due draghi. Certo dal punto di vista della trama, l'esordio del drago rosso è atteso sin dalla copertina, quindi l'arrivo del drago dorato Glaedr e del suo Cavaliere elfico Oromis è un po' un colpo di scena.
Finisco però qui, con i dettagli sul romanzo, perché vorrei porre l'attenzione su un altro fatto: a differenza di Eragon questo è un romanzo superiore. Laddove Eragon era un viaggio nel più classico stile fantasy, in cui comunque veniva rappresentato il primo contatto dell'adolescenza con l'età adulta, in questa occasione Paolini affronta la crescita vera e propria. Il giovane Cavaliere durante il suo addestramento dovrà affrontare i drammi dell'amore, della consapevolezza del mondo con le sue risorse, le sue ricchezze, la sua varietà. Al di là delle superficiali considerazioni new age, Paolini, se questo era il suo intento, sembra voler portare il lettore verso una nuova consapevolezza del mondo, una concezione molto più sostenibile della natura.
Un bel romanzo fantasy, ma non solo!

venerdì 10 ottobre 2008

Sul treno

Oggi è stata la giornata del su e giù: prima a Seregno, poi a Monza: quindi un po' di treni da prendere, non solo al mattino presto. Così l'unico modo per passare il tempo, tra metropolitana e treni, è quello di leggere. In questo periodo Soffocare di Palahniuk, e forse è questo il motivo di quello che tra poco scriverò (o che tra poco andrete a leggere, a seconda dai punti di vista).
Tutto inizia quando salgo a Seregno per prendere il treno verso Monza. Il primo aneddoto è quasi insignificante: il vagone è quasi vuoto, per cui trovo un posto comodo in una delle sezioni a 4 poltrone in cui sono divisi questi treni regionali. Entrano alcune persone, il vagone si riempie e man mano iniziano a sedersi anche due persone in questi sedili doppi posti uno di fronte all'altro. Entra a quel punto una signora, si guarda avanti, forse verso di me, forse no, e si decide di fermarsi a un sedile di fronte al mio. Aneddoto registrato e archiviato senza pensarci più di tanto.
Si arriva a Desio e poi a Lissone. Attenzione adesso: sale un giovane, forse più giovane, forse più vecchio di me. Comunque, non appena salito, inizia una pantomima quasi ridicola, indeciso dove sedermi, se di fronte a me o di fronte a un altro tizio. Dopo un balletto che lo porta per tre o quattro volte ora verso uno ora verso l'altro, alla fine, probabilmente per fare spazio alle altre persone che stanno salendo, si siede di fronte a me. Purtroppo per lui, forse? Non so. Certo questo episodio, di per sé innocente, mi fa pensare a quanta gente ci sia in giro diffidente nei confronti degli altri, che forse pensa chissà se questo è italiano italiano, o italiano per caso, o extracomunitario.
O forse questi sono semplicemente i pensieri di un lettore di Palahniuk, il buon vecchio Chuck.

giovedì 9 ottobre 2008

Letture in lingua

Immagine di Mad WeekendFinita la lettura di Eldest, il secondo capitolo della saga fantasy di Cristopher Paolini (giusto nel momento dell'uscita in originale di Brusingr, il capitolo conclusivo!) e di cui vi parlerò in seguito, ecco che inizio una nuova lettura, questa volta un piccolo libretto di un centinaio di pagine di Roddy Doyle che mia sorella ha acquistato in quel di Londra. Mad weekend, almeno per quel che riguarda le pagine iniziali, sembra trattare di tre amici che da Dublino vanno a Liverpool per festeggiare, con 4 mesi di ritardo, la vittoria della loro squadra del cuore contro il Milan nella famosa finale di Champions!
Vedremo cosa ne uscirà fuori...

mercoledì 8 ottobre 2008

Giocando d'anticipo

Credere nell'esistenza del bosone di Higgs prima ancora che questi venga scoperto, o che alcune tracce presenti in LHC possano essere spiegate con l'Higgs è qualcosa di molto pericoloso: mentre Higgs è in attesa del cadavere che passi sotto il ponte (leggasi Nobel) o di tornarsene a casa con il cesto dei pesci vuoto, viene assegnato il Nobel per la fisica a tre fisici giapponesi (uno di questi naturalizzato statunitense).
I baldi fisici sono Yoichiro Nambu, Makoto Kobayashi e Toshihide Maskawa. Vediamo per cosa:
Yoichiro Nambu, nato nel 1921, che lavora nell'istituto dell'università di Chicago dedicato a Enrico Fermi ed è stato premiato per le ricerche sull'asimmetria; Makoto Kobayashi e Toshihide Maskawa, entrambi attivi in Giappone, dividono l'altra metà del premio per la scoperta dell'origine dell'asimmetria come predizione dell'esistenza di almeno tre famiglie di quark. Kobayashi, nato nel 1944, lavora nell'organizzazione giapponese Kek (High energy accelerator research organization) di Tsukuba. Maskawa lavora nell'istituto di Fisica teorica dell'università di Kyoto.

E tale assegnazione viene in parte contestata dalla comunità dei fisici italiani, e non a torto direi:
Sono lieto che il premio Nobel sia stato attribuito a questo settore della fisica che sta avendo sempre più attenzione da tutto il mondo e dal quale ci aspettiamo fondamentali scoperte che aumenteranno la nostra comprensione sull'Universo - ha commentato Roberto Petronzio, presidente dell'INFN - Tuttavia, non posso nascondere che questa particolare attribuzione mi riempie di amarezza: Kobayashi e Maskawa hanno come unico merito la generalizzazione, per altro semplice, di un'idea centrale la cui paternità è da attribuire al fisico italiano Nicola Cabibbo che, in modo autonomo e pionieristico, ha compreso il meccanismo del fenomeno del mescolamento dei quark, poi facilmente generalizzato dai due fisici premiati.

Alla base del Nobel, tra le altre cose, c'è la matrice CKM di Kobayashi e Maskawa e dove la C si riferisce proprio a Cabibbo!
Comunque più avanti, nell'articolo su Repubblica, ecco cosa scrivono i redattori del quotidiano:
I loro studi sono considerati il primo mattone della teoria di riferimento della fisica delle particelle, ossia del cosiddetto Modello Standard che descrive tutte le particelle elementari finora note e tre delle quattro forze fondamentali (le interazioni forti, le elettromagnetiche e le deboli). Una teoria che è un vero e proprio pilastro della fisica delle particelle e che finora è stata quasi completamente confermata: manca all'appello soltanto una particella, il bosone di Higgs, che spiega l'esistenza della massa ed è indicato spesso come "la particella di Dio". Il bosone di Higgs potrebbe essere visto per la prima volta grazie al più grande acceleratore di particelle del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra.

E se il bosone di Higgs non venisse scoperto? E se questo fatto costringerebbe a cambiare qualcuno dei meccanismi teorici ad oggi noti, tra cui quello oggetto del Nobel? Cosa dovremmo fare? Ritirare il Nobel ai fisici cui è stato assegnato ieri?
Se i risultati sperimentali dell'LHC costringeranno a modificare alcuni dei fatti teorici finora dati per assodati (e secondo Hawking così sarà), assegnare il Nobel per le modifiche e non per l'idea originale potrebbe essere alla lunga una macchia in una istituzione illustre e benemerita.
Comunque godiamoci questo nuovo riconoscimento alla fisica, che poteva essere un po' più italiano.

martedì 7 ottobre 2008

Fredda mattinata

Una fredda mattinata, quella di oggi, o almeno si è raffreddata con l'avanzare delle ore. In aula insegnanti, in queste ore di pausa tra la prima ora e le quarta e quinta di oggi, controllo la posta, i feed rss, nuovi articoli scientifici: in definitiva faccio un po' d'ordine!
E hanno fatto ordine anche nella bacheca insegnanti. In particolare c'era la fotocopia di un ritaglio di giornale in cui su una colonna era stato pubblicato il pronto intervento di un insegnante della scuola che presta immediato aiuto a un adolescente (niente nome, per la privacy, ma solo iniziali e... indirizzo!) che si accascia al suolo, in palestra, a causa di un... infarto!
Nessuno, a quanto pare, sul giornale si chiede: come è possibile che un adolescente a quella tenera e giovane età possa avere un infarto? Misteri.
Così come sono misteri le urla contro la spazzatura, quando una situazione non dissimile da quella che ho lasciato a Crotone prima di salire in fretta e furia (case costruite sui rifiuti!) si ripete, con qualche differenza, in quel di Desio: la notizia era pubblicata accanto a quella del ragazzo infartuato sul ritaglio rimosso dalla bacheca. SI può tranquillamente concludere che l'Italia sta diventando una incontrollabile pattumiera, almeno nelle zone periferiche, e la situazione che si sta generando è solo il futuro sviluppo di tutto il mondo occidentale. Il rischio? Che le soluzioni immediate siano peggiori e più inquinanti del male che devono risolvere...
Il ritaglio, se non ricordo male, era dal Giornale di Monza.

Buona fredda mattinata a tutti!

lunedì 6 ottobre 2008

Sistema monetario

Relax: Naturalmente tocca a me offrire!
Asterix: A proposito, che tipo di denaro si usa da queste parti?
Beltorax: Eouh! E' molto semplice davvero... Abbiamo lingotti di ferro che pesano una libbra e valgono tre sesterzi e mezzo, più quattro pezzi di zinco che valgono un pezzo e mezzo di rame ognuno. I sesterzi valgono dodici pezzi di bronzo...
Obelix: Sono P...
Asterix: Bevi la cervogia, si sta raffreddando!

(da Asterix e i Britanni, di Goscinny e Uderzo, dal volume Asterix e Obelix alla conquista del mondo, ed.Mondadori, trad.Luciana Marconcini)

domenica 5 ottobre 2008

Visioni di un futuro passato

Immagine di NoirLa raccolta di racconti a fumetti di Baru, Buon Anno 2016, Buon Anno 2047 e Ballata irlandese, quest'ultima ispirata a Romeo e Giulietta di Shakespeare, esce per la Coconino con il titolo Noir e con un'introduzione scritta appositamente dall'autore. Considerando l'ambientazione delle storie, il titolo del volume non da la precisa collocazione tematica delle storie, pur se ne identifica un tratto comune: indipendentemente dall'epoca, i racconti sono sulla soglia di quel genere oggi troppo abusato detto noir.
I primi due racconti, che esplorano in chiave futuristica le conseguenze della ascesa di Le Pen sulla scena politica francese, e successivamente anche delle rivolte delle periferie francesi del 2005. Baru racconta di una città divisa, in cui i cittadini francesi sono separati, protetti in un certo senso da quelli non francesi o comunque non completamente francesi da muri e barricate. L'ispirazione sembra evidente e la memoria salta subito a L'anno del sole quieto di Wilson Tucker, in cui erano invece gli Stati Uniti a dover affrontare le barricate e la rivolta degli afroamericani esplosa incontrollata dopo decenni di razzismo diffuso e mai veramente sopito (in questo senso sono illuminanti i romanzi della serie di Hap e Leonard di Lansdale). Certo il tema degli scontri sociali, quando non lo si vuole affrontare con opere contemporanee, lo si demanda spesso con anche maggiore efficacia alla fantascienza: basti leggere ad esempio Morte dell'erba di John Christopher che anticipa, ambientando la vicenda in Gran Bretagna, la lotta per le risorse, lotta non già tra nazioni ma tra individui. In entrambi i casi dei romanzi citati, ciò che alla fine crolla è la fiducia sociale, la collaborazione tra individui, uno degli ingredienti fondamentali che hanno fatto dell'uomo una delle specie più efficaci e sviluppate del pianeta. La visione di Baru non si spinge così in profondità, accontentandosi di rappresentare i disagi sociali della società contemporanea (e quindi giustificando il Noir del titolo) attraverso la sua distorta evoluzione futura, dove le azioni più semplici diventano delle vere e proprie imprese in uno stato di polizia.
In un certo senso sulla stessa linea è Ballata irlandese: ambientata al periodo della tensione tra protestanti e cattolici nell'Irlanda del Nord, rappresenta da una parte la tensione bellica tra due gruppi religiosi così simili ma al tempo stesso così distanti e dall'altra la storia d'amore tra un cantante protestante e una ragazza cattolica, che per la sua conclusione alla fine rappresenta un raggio di speranza lanciato dall'autore per la conclusione felice della tensione irlandese. E alla fine, letta oggi, sembra quasi una bella previsione, che forse deve farci preoccupare sulle capacità profetiche di Baru: forse che i due Buon Anno non sono solo due belle storie?
Solo il futuro potrà dircelo, per intanto leggete un'opera ben disegnata e scritta ancora meglio.

sabato 4 ottobre 2008

Ignobili riconoscimenti

Spulciando tra alcuni blog che ho recentemente salvato sul mio account deliciouso ho letto, su Gravità Zero, dell'uscita degli Ig Nobel, premi assegnati apparentemente a ricerche assolutamente inutili, ma che in effetti anno come idea di fondo quella di puntare l'attenzione su ricerche assolutamente ignote (ancora più di quelle usuali e apparentemente più serie).
E quest'anno uno degli Ig Nobel è andato a un'italiano che si è occupato di... patatine fritte!

Buona scienza a lui e a tutti noi!!!

venerdì 3 ottobre 2008

E rieccomi qui!

Richiamato d'urgenza dalla stessa scuola di Seregno vengo a sostituire la stessa professoressa che sostituii a gennaio, questa volta, però, i due scuole: una a Seregno, appunto, e una a Monza, per un totale di 5 classi.
Alla fine ho ritrovato le stesse persone in quel di Seregno, due vecchie classi, tra le 5 a me affidate, e il benvenuto delle due vecchie classi oggi promosse: in particolare una delle due attuali terze, lo scorso anno seconde, mi ha... rapito per le scale per portarmi fino alla loro, di classe!!! Tutto questo ieri in un bel nuovo primo giorno, decisamente ricco di emozioni e avvenimenti!!!
Di nuovo ci sono nuove facce, anche tra gli insegnanti, ma anche la nuova scuola di Monza: vedremo come andrà a finire in queste due settimane (dovrebbe essere questa la durata della supplenza: domani dovrei sapere dettagli più precisi).
Di certo c'è che, per ora, non devo soggiornare a Monza: forse Milano non sarà il massimo, ma Monza, così di prima impressione, mi sembra meno accogliente. Vedremo anche in questo caso cosa mi riserva il futuro...

giovedì 2 ottobre 2008

Wikipedia nordista

Nostradamus, cd doppio dei Judas Priest, è uno dei migliori lavori in ambito metal che sia stato fatto negli ultimi tempi. Risulta una bella fusione tra il metal più classico, il più tecnico progressive, e le atmosfere operistiche del symphonic metal che tanta fortuna ha portato all'algida e bella Tarja Turunen. Comunque, al di là delle considerazioni tecniche e musicali sull'ultimo lavoro del gruppo, Nostradamus si segnala per una chicca: il ritornello di Pestilence and plague è cantato in italiano con voce operistica dal bravo cantante dei Judas.
A tal proposito su Wikipedia sono scritte, commentando tale curiosità, tali testuali parole:
Il ritornello della traccia Pestilence and Plague è in italiano. Tuttavia, la pronuncia di Rob Halford rende il ritornello molto divertente per gli ascoltatori italiani, dal momento che è interpretato con un accento che ricorda molto alcuni dialetti meridionali.

In prima lettura non ci pensai molto, ma solo dopo alcune ore ho fatto caso all'idea che un accento italiano non perfetto (e quello di Halford è, però, uno dei migliori mai sentiti in un artista straniero) debba essere di necessità meridionale! L'idea tutta settentrionale, propone una Wikipedia e soprattutto un autore dell'articolo nordista e certamente intriso di una serie di cliché non so quanto consapevolmente condivisi dallo stesso. La parte citata, che non presenta alcuna nota bibliografica, non è sembrata neanche una posizione personale dell'autore, visto che altri wikipediani non ne hanno sollecitato l'inserimento della fonte.
Non sono né indignato né offeso, ma certo stupito in quanto wikipediano e italiano del meridione: non mi sembra di avere lo stesso accento di Halford, che sicuramente dimostra un maggior rispetto verso l'Italia e gli italiani. Tutti.

P.S.: la citazione e il post, in caso di cancellazione della stessa dall'articolo suddetto, non verranno cancellati per lasciare traccia a imperitura memoria!

P.P.S.: il contributore che ha aggiunto la curiosità su Pestilence and plague ha inserito, nella pagina di discussione, tale commento:
io ho messo la curiosità ke parla di pestilence and plague...cioè...mi sembrava doveroso...perkè su youtube c'è stata una diatriba in tal proposito. Parus

E dove sta il link di riferimento a tale diatriba? E poi tale diatriba è abbastanza autorevole da inserire la curiosità sul presunto accento meridionale di Halford.

mercoledì 1 ottobre 2008

Gara di storie (3): La storia dell'atomo

Un neutrone e un protone si annoiavano e si misero d'accordo per fare una reazione. Per strada incontrarono un elettrone. Si misero insieme e ci fu una gran confusione. Con loro grande emozione, seppero il giorno dopo che erano stati visti, e avevano dato luogo a una importante scoperta scientifica.

(storia di Kook, da Terra! di Stefano Benni)

P.S.: se il treno è in orario, dovrei essere in arrivo a Milano!