Network Bar

martedì 26 agosto 2014

Particle Clicker: gestire un esperimento di LHC

In particolare uno tra ATLAS e CMS, i due esperimenti giunti agli onori delle cronache per la scoperta del bosone di Higgs.
E' possibile, infatti, da un paio di settimane, giocare a Particle Clicker, un bel gioco gestionale che fa comprendere quanto sia complesso, ma anche gratificante gestire un esperimento scientifico come uno dei due citati prima.
Innanzitutto la schermata: è suddivisa in quattro frame. Da sinistra a destra: nel primo sono elencati i risultati di ricerca ottenuti con l'avanzare dei dati; nel secondo, il più grande, è contenuto uno schema dell'esperimento dove compaiono gli eventi di collisione e, sotto, il numero di dati raccolti (che serve per fare le "scoperte"), la reputazione, i fondi; nel terzo sono presenti le varie tipologie di ricercatori che lavorano all'esperimento; nell'ultimo gli aggiornamenti man mano che sono disponibili in base ai fondi raccolti.
Per poter iniziare, bisogna cliccare nel frame dell'esperimento (cui è possibile dare il nome che si vuole), operazione che potrà essere ridotta fino ad annullarla man mano che avremo i fondi necessari per assumere personale.
Il gioco, poi, grazie ai salvataggi, può essere ripreso in ogni momento, ovviamente a meno di una cancellazione dei dati di navigazione da parte del giocatore.
Del gioco vi riferisco, però, solo ora semplicemente perché, nel primo pomeriggio... ho scoperto il bosone di Higgs!
P.S.: la pagina del CERN dedicata al bosone di Higgs

lunedì 25 agosto 2014

Il segreto dei cospiratori egiziani

Inizia come una spy story, Il segreto dei cospiratori egiziani, o come un fumetto noir, come afferma Baffo durante l'immancabile inseguimento sul tetto del treno in un incipit che, in effetti, sembra ispirato anche a Mistero sull'Orinet Express di Agatha Cristie.
Dietro questo inizio al fulmicotone c'è una cospirazione ordita dal professor Baribari che, utilizzando il suo robot Cleopatra, cerca di riportare al suo antico splendore il Regno dell'Egitto e, da qui, conquistare il mondo intero. Il racconto di questa cospirazione viene fatto da Tezuka trasformando le vignette in una serie di geroglifici, con una soluzione non troppo differente da quella utilizzata da Romano Scarpa ne Le sorgenti mongole, quando il maestro veneziano racconto, con dei graffiti, la leggenda che spinse Topolino a intraprendere una nuova avventura.
La storia di Cleopatra raccontata da Ochanomizu





Questa serie di vignette sono anche emblematiche della struttura visiva utilizzata dal maestro giapponese: quattro strisce suddivise in due o tre vignette, in base alle esigenze narrative. E' anche una struttura molto flessibile nell'interpretazione di Tezuka, molto più di quanto fece Barks negli Stati Uniti: il creatore di Atom, infatti, introduceva spesso vignettone ariose (quadruple o sestuple) e anche delle spettacolari splash page, come quella dell'ingresso del tempio egizio sede della cospirazione di Baribari.

domenica 24 agosto 2014

Cobalt, Uran e il cavallo vapore

Come visto in Nascita di Atom, il professor Ochanomizu creò per il robot anche una coppia di genitori, ideata in origine su Gas People (come letto nel post Atom l'ambasciatore). La famiglia, però, venne successivamente allargata con l'aggiunta di due "fratelli": Cobalt e Uran. Mentre il primo è una versione un po' più alta e snella di Atom, la seconda è rappresentata, sia graficamente sia caratterialmente come una sorella minore.
Cobalt esordisce sull'omonima storia nel 1954 come sostituto di Atom: il Giappone è in piena crisi nucleare. Un ordigno inesploso, perduto da una ignota potenza straniera nelle profondità marine, è difficile da recuperare per gli esseri umani. La missione viene quindi assegnata ad Atom, che sembra non gradirla, apparentemente diviso tra i doveri da ragazzino e l'amore per la famiglia (la madre non vuole mandare il figlio in missione) e il dovere verso la società degli umani, cui il padre lo richiama.
Quando il nostro eroe sparirà per un paio di giorni, gli alti papaveri nipponici si preoccuperanno di cercarlo, ma ecco che Ochanomizu propone Cobalt, sostituto e in un certo senso fratello di Atom, che verrà sin da subito caratterizzato come inferiore rispetto al maggiore grazie al fatto che lo scienziato ha dovuto concludere la sua costruzione in fretta.
Tezuka, in questo caso, mostra grandissime abilità narrative, non solo nell'uso delle gag, ma anche nel passare dai toni noir della prima parte a quelli di spy story e d'avventura della seconda. Graficamente, poi, molto interessante la soluzione utilizzata per passare dalle scene terrestri a quelle sottomarine, con le vignette che si arrotolano su se stesse come a causa dell'umidità.
Dopo appena due anni Cobalt, però, muore (su questo evento Tezuka ci giocherà nell'introduzione a Cobalt nella ristampa statunitense della Dark Horse): alla fine della prima versione di Midoro Swamp Baffo e Atom si ritrovano sulla pietra tombale del fratello di quest'ultimo.
A quanto pare l'episodio venne modificato con la prima ristampa avvenuta in concomitanza con l'esordio animato del personaggio, anche se già alla fine della prima edizione di Invisible Giant (maggio-luglio 1960) Cobalt ritorna come regalo per Atom. Non è il solo a uscire dalla scatola consegnata al piccolo eroe robotico: insieme a Cobalt, infatti, spunta fuori anche la piccola Uran.

sabato 23 agosto 2014

Atom l'ambasciatore

Lo spiega lo stesso Osamu Tezuka ne La nascita e l'evoluzione di Tetsuwan Atom, storia in tre parti in appendice al primo volume della Panini Comics: Atom, noto negli Stati Uniti e da qui nel resto del mondo soprattutto come Astro Boy (soprattutto per la serie televisiva), nasceva come personaggio di contorno in Atomu Taishi, Ambassador Atom anche nota come Captain Atom, storia serializzata su Shonen dall'aprile 1951 al marzo 1952.
Nelle prime due puntate Tezuka prepara l'ambientazione, presenta i personaggi e poi con la terza introduce il robot Atom, che doveva comunque essere un personaggio marginale, ma permetteva di avere una coordinazione tra il titolo del manga e uno dei suoi protagonisti.
Il ruolo di Atom, però, crescerà prima della conclusione della storia: il robot, infatti, diventerà ambasciatore di pace nella guerra tra la Terra e i visitatori spaziali. Tezuka, infatti, inizia la storia come una space-opera classica: i terrestri viaggiano nello spazio a bordo di gigantesche astronavi dopo che la Terra è esplosa.
La seconda puntata si apre in maniera inaspettata: Tamao, uno dei ragazzi protagonisti della prima puntata si trova, sotto la pioggia, a Tokyo. Cosa è successo alla nave spaziale? Era tutto un sogno di Tamao? O c'è stato un ripensamento da parte dell'autore? In realtà, come si scoprirà in seguito, gli abitanti di un'altra Terra, questa esplosa, sono giunti sulla Terra di Atom. Tezuka, così, può introdurre nel suo fumetto da una parte gli avvistamenti di ufo di cui si sta iniziando a parlare sempre più diffusamente in quegli anni, e dall'altra la teoria dei molti mondi, in questo caso interpretata come se le Terre-parallele non si trovassero a un universo di distanza, ma all'interno del medesimo universo.

venerdì 22 agosto 2014

Abramo Lincoln, Palmer Eldritch e lo scrittore che ispirò il cyberpunk

Pur non essendo un romanzo esplicitamente cyberpunk quanto potrebbe esserlo Le tre stimmate di Palmer Eldritch, questo Androide Abramo Lincoln presenta comunque alcuni elementi di contatto con il genere.
Dick è, per stessa ammissione di Gibson, un nume tutelare del cyberpunk, e questo romanzo sembra una sorta di "origini segrete" delle Pecore elettriche. Il romanzo viaggia su due binari espliciti ma al tempo stesso non troppo distanti: da una parte la classica domanda, che tra l'altro si pone anche Tezuka in Astro Boy, su quanto possa essere umana una intelligenza artificiale come quella di un androide (molto interessante la creazione del suo cervello, programmato utilizzando tutte le informazioni a disposizione sul personaggio che si è deciso di riprodurre), dall'altra un più profondo viaggio nella psiche umana e in particolare nel mondo della follia e della malattia mentale, come conferma lo stesso Dick nel saggio pubblicato in appendice al romanzo.
I due protagonisti principali, un uomo e una donna, come spesso avviene nei romanzi dello scrittore statunitense, sono una rappresentazione di Dick stesso e di una delle sue molte donne: come coppia sono infatti legati dalla follia, per l'uomo uno stato mentale in divenire, che alla fine del romanzo viene anche messo in dubbio, suggerendo che egli sia impazzito per un qualche oscuro motivo (forse l'amore?), per la donna, una ragazzina che potrebbe essere figlia dell'uomo, una condizione con la quale convivere per tutta la vita, una malattia che porta a volte a entrare in clinica, a volte a uscire. Ciò che poi è forse ancora più interessante è come il rapporto tra la giovane e il mondo esterno è soprattutto di enorme distacco, un atteggiamento non molto differente da quello utilizzato da Moore per descrivere il Dr. Manhattan o Ozymandias in Watchmen, quasi a suggerire che solo con la follia si riesce ad ottenere una visione lucida, precisa e distaccata della realtà, che poi era l'obiettivo non dichiarato ma abbastanza esplicito del romanzo: trovare un modo per potersi rapportare con il mondo.

Eroici aggiornamenti

Avendo voglia di provare una rinnovata funzionalità di embed.ly, che potrebbe essere utile anche per l'aspetto dei link post, vi segnalo i miei ultimi articoli per LSB (ovviamente, se volete, potete utilizzare il post sia per commentare la funzionalità, sia per commentare le recensioni!):
Dampyr #173 - Il segno di Alastor (Boselli, Maroto) | BreVisioni su Lo Spazio Bianco

giovedì 21 agosto 2014

Astroboy: Black Looks

Se vi fosse al mondo un unico e solo luogo ove riposare e trovare pace, quel luogo sarebbe, per ciascuno di noi, sulle ginocchia della propria madre.
Bellissima: mistero, azione, gag, suspance. Il tema del razzismo. Il tema della perdita. La ricerca delle proprie radici. La ricerca delle risposte alle proprie domande, ai dubbi della vita. La risposta al dolore con altrettanto dolore e violenza, con l'intolleranza verso chi si percepisce diverso.
Black Looks, infatti, consente a Tezuka di affrontare apertamente il tema, finora accennato, dell'intolleranza degli esseri umani contro i robot, e con esso dell'intolleranza tra esseri umani, in particolare quella degli afroamericani negli Stati Uniti o degli africani stessi nel Sud Africa, una delle location del lungo, appassionante episodio.
Black Looks è, infatti, un'organizzazione di stile gangsteristico (l'iconografia di base, come sempre alla Dick Tracy, non lascia dubbi), che uccide i robot: il movente economico, sottrarre agli androidi le loro ricchezze, è però solo di facciata, utile per raccogliere fondi con i quali pagare l'organizzazione e ungere i politici, mentre è la vendetta a muovere il capo dell'organizzazione. La storia, ad ogni modo, inizia quando un misterioso robot distrutto viene recapitato, in una notte buia e tempestosa, alla famiglia Atom: per fortuna il prof. Ochanomizu si trova a passare di lì e può così ricostruire il povero robot, recuperando così gli elementi da cui far partire l'indagine.

mercoledì 20 agosto 2014

Astroboy: Il gatto rosso e altre storie

Il gatto rosso
La prima reazione di uno straniero alla Tokyio del duemila è di stupore di fronte a una strana metropoli che mescola alla rinfusa la civiltà progredita del ventunesimo secolo con le antichità del ventesimo.
Passeggiando per Musashino non devi scegliere che strada percorrere. Puoi essere pago del percorrere senza meta le sue vie che ti condurranno in luoghi singolari e se per caso chiedi indicazioni a un passante non te la prendere se questi risponderà gridando. La strada discende verso valle, giacché a Musashino ci sono valli, monti e boschi. Rallegrati d'udire il canto degli uccelli sopra le tue teste.
(da Musashino di Doppo Kunikida, recitato dal Baffo)
Episodio gottfredsoniano, oserei dire: oltre all'atmosfera alcune gag sembrano tratte dalle strisce giornaliere del secondo padre di Topolino, come per esempio la caduta di Atom e Shibugaki in una botola nella foresta che ricorda quella di Topolino ne I sette fantasmi.
All'inizio troviamo Baffo che passeggia per Musashino, quartiere occidentale di Tokyo, recitando il passo di apertura del post. La storia, però, diventa subito inquietante e porta il maestro in una casa abbandonata, per poi fare la conoscenza con un inquietante gatto rosso che lo spinge ad andare a parlare con il responsabile del genio civile.
E' qui che il tema ecologico dell'episodio diventa evidente: uno scienziato, preoccupato dall'eccessiva industrializzazione e dalla cementificazione selvaggia, dopo non essere riuscito a convincere i responsabili politici di Tokyo della necessità di limitare tali attività, sparisce giusto il tempo di idearsi una nuova identità ad hoc, quella di un gatto rosso che, grazie a un particolare macchinario, spinge gli animali della città a ribellarsi contro gli uomini e invadere Tokyo.
Il professor Y passa, dunque, dalla parte del torto, nonostante la giustezza della sua causa, come dimostrerà la conclusione della storia con il blocco della cementificazione di Musashino. La notizia arriverà al capezzale del professore morente, che ha sacrificato se stesso per la difesa dell'ambiente. I metodi illegali che si è sentito costretto ad utilizzare, però, sono stati pagati dal professore con una moneta molto più cara rispetto ai responsabili dell'urbanistica cittadina.
Alcune soluzioni grafiche interessanti: ad esempio il dialogo tra Ochanomizu e Y nella casa diroccata di quest'ultimo si svolge con inquadratura fissa su quest'ultimo illuminato semplicemente dalla torcia del primo; o ancora una serie di tre vignette verticali con Atom che entra e esce dalle finestre di un palazzo alla ricerca di alcuni bambini in pericolo; e non dimentichiamo poi le vignette piene di personaggi, altro marchio di fabbrica di Tezuka sin da Metropolis, in questo caso popolate dagli animali controllati da Y.
Passeggiando per Musashino non devi scegliere che strada percorrere. Puoi essere pago del percorrere senza meta le vie che ti condurranno in luoghi singolari. Ecco un vecchio cimitero nel bosco, lapidi che riposano tristi, ricoperte di muschio. Rallegrati d'udire il canto degli uccelli sopra la tua testa. Per quanto la civiltà dell'uomo cresca, Musashino resterà intatta e la sua grandiosa natura sarà sempre là, ad aspettarti.