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Nella casa

Avete mai letto un libro che vi ha tenuto attaccati, lì, pagina dopo pagina, chiedendovi Cosa succede dopo? e per questo siete rimasti lì a girare la pagina e a leggere? Immagino di sì. Nella casa è proprio come uno di quei libri e in un certo senso l'intero film è una sorta di omaggio alla letteratura d'appendice, sottolineata non solo dagli ossessivi (continua) ma anche da battute abbastanza esplicite di uno dei protagonisti, il professore Germain e tiene lo spettatore attaccato alla sedia proprio come uno di quei romanzi lì, che non riesci proprio a lasciare in un angolino della casa a riposare. E' tante altre cose, questo è vero (il rapporto tra coetanei, il rapporto tra adolescenti e adulti, il rapporto di coppia e molte altre cose ancora), ma in ultima analisi è un film sul romanzo d'appendice, perché se non fosse così, allora non mi spiegherei il finale, non riuscirei a inquadrare altrimenti quella sorta di panoramica hitchcockiana sulla facciata di un palazzo qualunque, quasi a dire che, in fondo, il mestiere dello scrittore è quello di entrare nella vita della gente, reale o fittizia che sia.

Adoratori

Nelle trincee quotidiane della vita adulta l'ateismo non esiste.
Non esiste che si possa scegliere di non adorare alcunché.
Tutti adorano qualcosa.
L’unica scelta che abbiamo realmente è su cosa adorare.
E un motivo davvero sorprendente per scegliere di adorare una qualche specie di dio o di roba spirituale – che sia G.C. o Allah, Yahweh o la dea-madre Wicca o le Quattro Nobili Verità o un qualche inattaccabile corpus di principi etici – è che più o meno qualsiasi altra cosa adoriate vi mangerà vivi.
Se adorate il denaro e le cose – se è lì che attingerete alla ricerca di un senso nella vita – allora non vi basteranno mai.
David Foster Wallace, traduzione di Andrea Plazzi

L'enigma del dottor Enigm



Sia le vignette qui sopra, sia l'indovinello qui sotto sono tratti da Topolino e il messaggio enigmistico di Gian Giacomo Dalmasso e Giulio Chierchini

Una spiegazione elementare del teorema sull'equivalenza tra massa ed energia

Il 28 dicembre del 1934, Albert Einstein si trovava al Carnegie Institute of Technology dell'Università di Pittsburgh con una conferenza sulla relatività all'interno del programma delle prestigiose Josiah Willard Gibbs Lectures organizzate dalla American Mathematical Society(2). Alla conferenza, vista la fama di Einstein, erano presenti anche alcuni giornalisti e in particolare il reporter del Pittsburg Press, commentando l'evento, scriveva che le lavagne erano ricoperte da geroglifici di alta matematica, ovvero le equazioni necessarie al fisico teorico per spiegare l'equivalenza tra massa ed energia, riassunta nella nota e sintetica equazione $E = mc^2$.
Il titolo della conferenza era, infatti, An elementary proof of the theorem concerning the equivalence of mass and energy(1), e mostrava più o meno nel dettagli i calcoli, che oggi sono uno degli esercizi proposti agli studenti di fisica nel corso di laurea, necessari per giungere alla nota equivalenza.
L'idea di fondo è quella di confrontare l'energia in due distinti sistemi di riferimento, magari mettendosi nella situazione di una collisione tra due particelle a velocità differenti(1). Conti più o meno dettagliati li trovate nelle due immagini qui sotto che costituiscono la ricostruzione effettuata da David Topper e Dwight Vincent dell'Università del Winnipeg della foto panoramica, ma non di grandissima qualità, delle due lavagne utilizzate da Einstein per la sua conferenza:

Prove tecniche

... e c'è voluto poco affinché l'allievo (le mani in foto sono le sue) superasse il maestro, anzi la maestra (quella che fa la foto)



Una mattina

Ogni mattina una zebra si alza e pensa che oggi dovrà correre...
Ogni mattina un leopardo si alza e pensa che oggi dovrà correre...
Ogni mattina, che tu sia una zebra o un leopardo, sai già che dovrai correre, però...
Una mattina, una particolare, una zebra si alza e decide che è giunta l'ora di dare la caccia.
Quella mattina il leopardo non può fare altro che una cosa: correre prima che l'ira della zebra possa raggiungerlo.
(piccola variazione su un noto motto africano - gif animata via mortifiedandawesome)

Giocatori

(in effetti mancano i 5 Stelle)

Le trozzolarie partigiane

Coerenza è comportarsi come si è e non come si è deciso di essere
(Sandro Pertini, via falcemartello)

Storie tratte da Pertini di Andrea Pazienza via lospaziobianco